Bonus bebè 2019: domande da presentare entro 13 giugno

Il bonus bebè: per figli nati, affidati o adottati tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2019

Attenzione alla scadenza del bonus bebè: entro il 13 giugno prossimo va presentata la domanda all’Inps per non perdere le mensilità arretrate.

La precisazione sulla scadenza arriva dall’istituto di previdenza con la circolare 85/2019 pubblicata il 7 giugno scorso e contenente le regole operative per l’erogazione del bonus. Per poter beneficiare dell’assegno la domanda va presentata, dal 1° gennaio 2019 ed entro la scadenza indicata, per un figlio nato, affidato o adottato tra il 1° gennaio e il 15 marzo di quest’anno.

L’Inps stabilisce che il termine di 90 giorni per la presentazione della domanda decorre dal 15 marzo 2019, da qui la scadenza al 13 giugno. Per le domande presentate dopo questa data, il bonus bebè decorrerà non dal 1° gennaio ma dalla data di presentazione della domanda.

Il bonus bebè, o assegno di natalità, è riconosciuto ai genitori residenti in Italia, che siano cittadini italiani oppure stranieri comunitari o extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno (per soggiorni di lungo periodo o con la carta di soggiorno permanente). Per ottenere il bonus il nucleo familiare deve avere un reddito e patrimonio Isee non superiore a 25.000 euro annui.

Il bonus viene erogato fino dal primo anno di età del bambino o, in caso di adozione, dal suo ingresso in famiglia. Se la domanda viene presentata entro 90 giorni dall’evento, il primo assegno comprende anche le mensilità arretrate, altrimenti il contributo decorre dalla data di presentazione della richiesta.

Nella circolare 85/2019 l’Inps precisa che il modello Isee da utilizzare è quello “minorenni”, relativo al figlio per cui si chiede il bonus. Per poter presentare la domanda, inoltre, è necessario avere prima inoltrato la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) per segnalare la presenza del minore.

Non si può utilizzare la Dsu presentata prima della nascita del bambino o del suo ingresso in famiglia, sebbene sia ancora in corso di validità.

Nel caso cui ci siano delle anomalie nel certificato Isee, occorre presentare una nuova Dsu entro la scadenza della validità di quella precedente, mentre la documentazione giustificativa va presentata entro 6 mesi dall’Isee non in regola.

Per effetto del dl n.119/2018 (convertito in legge n.136/2019), che ha rinnovato il bonus bebè, dal 1° gennaio 2019 l’importo dell’assegno di natalità è così strutturato.

  • Per un Isee inferiore ai 25.000 euro annui, l’assegno è di 80 euro al mese per un anno (960 euro)
  • Per un Isee inferiore ai 7.000 euro annui, l’assegno è di 160 euro al mese per un anno (1.920 euro).

La novità di quest’anno del bonus bebè è la maggiorazione del 20% per i figli successivi al primo. L’assegno mensile di 80 euro sale così a 96 euro (per un importo complessivo di 1.152 euro annui), mentre quello di 160 euro sale a 192 euro (2.304 euro annui). Questa maggiorazione non spetta per i figli in affidamento preadottivo e per quelli in affidamento temporaneo, poiché la legge la prevede solo per i rapporti di filiazione.

L’importo maggiorato del 20% si applica anche ai parti gemellari. In caso di nascita gemellare, e senza altri figli in famiglia, per un gemello viene erogato l’importo base dell’assegno e per l’altro la maggiorazione del 20%. Se i gemelli sono tre, invece, uno riceve l’importo base e gli altri due la maggiorazione. Se in famiglia c’erano già altri figli, la maggiorazione è riconosciuta per tutti i gemelli. Lo stesso caso vale per le adozioni plurime.

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