La birra artigianale costerà meno: scendono le accise del 40%

Dal 1 luglio i microbirrifici italiani potranno godere di un notevole taglio alla tassazione, le nuove disposizioni

Che il settore della birra in Italia goda di ottima salute è un fatto risaputo. E le cose potrebbero ben presto migliorare.

Secondo i dati diffusi da Professione Birra, tra il 2015 e il 2017 il settore ha creato 6 nuovi posti di lavoro ogni giorno (per un totale di 4.400 nuovi impiegati) e molti altri potrebbero arrivare nei prossimi anni. Sono sempre più gli italiani che decidono di mettersi in proprio e aprire un microbirrificio, facendo così crescere la richiesta di nuovi mastri birrai, tecnologi alimentari, ingegneri chimico-alimentari, beer specialist e anche sommelier della birra. Un ulteriore incentivo potrebbe arrivare da una norma inserita nella Legge di Bilancio 2019 ed entrato in vigore il 1 luglio dello stesso anno.

Grazie a questo provvedimento, le accise sulla birra artigianale prodotta nel nostro Paese sono state ridotte del 40%, con l’obiettivo di spingere ulteriormente il consumo di birra made in Italy. Secondo un’analisi condotta da Coldiretti, ben il 90% degli 862 microbirrifici e birrifici artigianali potranno trarre vantaggio dalla norma, potendo così veder crescere i profitti, da reinvestire nella creazione di nuove tipologie di birra o innovare la linea di produzione. Il prossimo passo, sostengono le associazioni dei produttori di birra, sarà quello dell’alleggerimento degli aspetti burocratici, così da allineare il settore italiano a quello degli altri Paesi europei.

Il taglio delle accise, si legge ancora nella nota di Coldiretti – si somma già allo sgravio di 2,99 euro per ettolitro e per grado-Plato inserito nella precedente legge di bilancio. La misura riguarderà solamente i birrifici artigianali propriamente detti, con una produzione annua inferiore ai 10.000 ettolitri e che non effettuano pastorizzazione e microfiltrazione della bevanda.

La misura, inoltre, potrebbe avere ricadute non indifferenti anche in altri settori legati a doppio filo con quello della produzione artigianale della birra. Lo scorso anno, quando il consumo della bevanda ha superato i 20 milioni di ettolitri, la produzione di orzo ha fatto segnare un nuovo record, con 268 mila ettari di terreno destinati alla semina di questo cereale indispensabile per la produzione nei microbirrifici. Possibile ipotizzare, dunque, che un ulteriore aumento nel consumo di birra porti a una crescita di orzo prodotto in Italia, con importanti ricadute economiche sul settore agricolo.

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