Assegno unico: tutto quello che c’è da sapere e come si calcola

Viene riconosciuto per ogni figlio a carico, anche prima della sua nascita, dal settimo mese di gravidanza sino al compimento del 21esimo anno d'età.

L’assegno unico è una “rivoluzione” nel campo delle misure per le famiglia, un esempio di semplificazione come mai si era visto in Italia. Lo strumento è infatti destinato a raccogliere tutte le misure varate sino ad oggi per i nuclei familiari: dai vecchi assegni familiari ai più nuovi bonus bebè e baby sitter.

L’introduzione dell’assegno unico è stata prevista dalla legge delega 46/2021, approvata dal Parlamento lo scorso 30 marzo, ma si tratta di una legge “quadro” all’interno della quale andranno approvati nei prossimi 12 mesi vari decreti attuativi da parte del Ministero della famiglia assieme a quello per le Politiche sociali ed al MEF.

Nonostante il lungo lasso di tempo previsto dalla normativa, la volontà dell’esecutivo è quella di rendere l’assegno unico pienamente operativo dal 1° luglio, data in cui di solito cade la richiesta degli assegni familiari per l’anno successivo.

Per il suo finanziamento si calcola un risparmio di 12,9 miliardi derivante dalla sostituzione delle misure preesistenti ed uno stanziamento aggiuntivo di 3,5 miliardi nel 2021 e 6,5 miliardi nel 2022.

Cosa è l’assegno unico e cosa sostituisce

L’Assegno unito è una misura universale, perché viene riconosciuto per ogni figlio a carico, anche prima della sua nascita, dal settimo mese di gravidanza sino al compimento del 21esimo anno d’età.

Si tratta di un aiuto riconosciuto alle famiglie in funzione dei componenti il nucleo familiare e di determinate esigenze. Raggruppa ben sei misure a favore della famiglia: le detrazioni fiscali per i figli a carico che attualmente escludevano i redditi incapienti; gli assegni familiari per i figli a carico che sino ad oggi escludevano gli autonomi; gli assegni al nucleo per le famiglie numerose (per tredici mesi a partire dal terzo figlio); i tre bonus bebé, premio alla nascita per le neo-madri e fondo natalità per le garanzie su prestiti.

Sarà possibile riceverlo sotto forma di pagamento/assegno o con un credito d’imposta e sarà progressivo, vale a dire commisurato in base al reddito Isee. Sarà erogabile anche a coloro che già percepiscono il Reddito di cittadinanza e cmpatibile con l’erogazione di altri contributi a livello locale.

Quanto vale?

Per il calcolo dell’assegno unico bisogna tener conto che sarà composto da una quota fissa per ogni figlio e da una variabile in base all’Isee.  Per considerare un figlio a carico l’attuale normativa sulle detrazioni fissa una soglia di reddito di 4mila euro annui, al di sotto dei quali il figlio viene considerato “a carico” (2.840 euro per i figli d’età superiore a 24 anni).

La parte variabile prevede alcune maggiorazioni: per i figli successivi al secondo (nuclei numerosi); per le madri giovani (meno di 21 anni); per i figli disabili under 21 in base alla condizione di disabilità:

Per i figli maggiorenni d’età compresa fra 18 e 21 anni l’assegno sarà inferiore e, su richiesta, erogabile anche direttamente al figlio , purché sia ancora “a carico”, studente o disoccupato.

Ecco quando richiederlo

L’assegno unico potrebbe partire già dal 1° luglio, in concomitanza con il nuovo periodo di richiesta degli assegni familiari, che verrebbero dunque sostituiti da questo beneficio.

Per chiedere l’assegno unico occorrerà l’Isee, ma per molte famiglie sarà difficile ottenere la situazione economica aggiornata entro luglio, quindi è scattata la corsa per la presentazione del vecchio Isee attualizzato.

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