Assegno Unico riceve via libera definitivo: domande a partire da gennaio

Ecco i dettagli della misura che va a sostenere le famiglie e la genitorialità graduata in base al reddito ed al numero di figli

Via libera definitivo all’Assegno Unico, l’assegno riconosciuto alle famiglie per i figli a carico, che va a sostituire tutti gli assegni e bonus preesistenti. Un contributo universale, nel senso che spetta a tutti anche se viene graduato in base al reddito.

Domande al via a gennaio

Le domande potranno essere presentate a partire dal mese di gennaio, anche se la misura sarà attivata dal mese di marzo. Una data non casuale dal momento che a marzo partirà anche la nuova Irpef a quattro scaglioni e si potranno recuperare, a conguaglio, le minori imposte dovute nei due mesi precedenti.

Un mini-rinvio di due mesi all’Irpef, infatti, sarà necessario per adeguare i software con cui le aziende compilano le buste paga e sarebbero in arrivo indicazioni dall’Agenzia delle Entrate, anche in relazione al recupero delle somme pagate nei primi due mesi dell’anno.

Cosa è l’assegno unico

L’assegno unico è un contributo “universale” che spetta alle famiglie per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni d’età. L’importo è graduato in base all’Isee e può andare da 50 a 175 euro a figlio, con maggiorazioni in caso di disabilità è per le famiglie numerose.

L’assegno unico spetta a tutti coloro che risiedono in Italia, quindi anche cittadini non italiani ed extracomunitari. Il beneficio medio annuo è pari a circa 1.000 euro.

L’INPS stima che saranno pagati 11 milioni gli assegni a circa 7,3 milioni di famiglie, ma la sperimentazione è già partita dal luglio scorso per i lavoratori autonomi (assegno temporaneo).

A quanto ammonta

L’assegno unico è graduato in base al reddito e viene corrisposto dietro presentazione dellì’Isee. La cifra massima è pari a 175 euro mensili per Isee fino a 15mila euro.

L’importo andrà a scalare progressivamente al crescere del reddito, fino a raggiungere la cifra minima di 50 euro per Isee da 40mila euro in su e fino ad un tetto di 50mila euro. Anche chi non presenta Isee dovrà accontentarsi della cifra più bassa.

Sono poi previste delle maggiorazioni per i figli disabili (105 euro al mese in più per la “non autosufficienza”, 95 euro per “disabilità grave” e 85 euro per “disabilità media”. Per maggiorenni disabili fino a 21 anni sono previsti 50 euro in più e oltre 21 anni un mini assegno fra 25 e 85 euro.

Previste maggiorazioni anche per le famiglie numerose con 4 o più figli a carico.

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