Airbnb, oltre 3 unità immobiliari niente cedolare secca al 21%

Retromarcia del governo sull'ipotesi di tassare i proprietari come un'impresa, ma niente cedolare secca per chi affitta oltre tre unità immobiliari

In seno al governo si continua a parlare di regolamentazione del settore degli affitti brevi, Airbnb e simili, con l’ovvio proposito di sfruttarne il gettito fiscale. Ha avuto vita breve l’idea di tassare come se fosse un’impresa chi affitta oltre tre unità immobiliari. Tuttavia questi possessori dovranno comunque uscire dalla ‘comfort zone’ della cedolare secca al 21%.

La norma è scritta nero su bianco nella bozza di Ddl sul turismo che il consiglio dei ministri dovrebbe esaminare martedì 25 febbraio. Tuttavia i tempi per vedere in vigore la norma non saranno certamente brevi.

Niente tassazione d’impresa
Superata dunque l’attività d’impresa per chi destinava più di tre unità immobiliari alle locazioni brevi. Una misura che avrebbe comportato diversi adempimenti, a partire dall’apertura della partita Iva.

Rinuncia alla cedolare secca
La nuova norma prevede tuttavia che chi affitta più di tre case, dal 2021 dovrà rinunciare all’agevolazione della cedolare secca (l’aliquota del 21%) e sarà dunque chiamato a calcolare i guadagni derivanti dalle locazioni brevi nella propria Irpef. Con il rischio così di veder salire la propria aliquota dell’imposta sui redditi.

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