Airbnb contro le Entrate: “Impossibile versare la cedolare secca”

Partenza flop per la nuova tassa Airbnb, per una "impossibilità tecnica ad adeguarci" scrivono gli operatori

Doveva partire il 17 luglio la norma che prevede la tassa Airbnb, ovvero l’obbligo per gli intermediari degli affitti brevi e turistici di trattenere dai proprietari delle case affittate le imposte dovute, ma questa partenza rischia di trasformarsi nell’ennesimo flop.

Il debutto della nuova norma anti evasione si è tradotto infatti in un nuovo scontro tra operatori del settore e governo: “Ci troviamo nell’impossibilità tecnica di adeguarci”, scrive Airbnb in una nota condivisa da Homeaway e dall’associazione degli agenti immobiliari Fiaip. “Lo Stato si è riservato due anni per ideare e introdurre la cedolare secca e ora pretende che ci adeguiamo in un fine settimana. Ci troviamo nell’impossibilità tecnica di adeguarci”, scrivono gli operatori in una nota congiunta.

Tutti insieme, operatori digitali e “analogici” contestano modi e tempi della misura antievasione. Il codice tributo è arrivato appena due settimane fa e il regolamento dell’Agenzia delle Entrate solo giovedì. “Il legislatore vorrebbe che dedicassimo migliaia di ore di sviluppo per modificare portali attivi e operanti, che informassimo centinaia di migliaia di proprietari nel corso di un fine settimana”, scrivono i tre soggetti.

Come contestano l’obbligo per le piattaforme digitali con sede all’estero, è il caso sia di Airbnb che di Homeaway, di dotarsi di un rappresentante fiscale in Italia, “in mancanza di ogni tipo di garanzia e certezza di adempiere agli obblighi del caso”.

Nel complesso, l’intervento è stato giudicato frettoloso e anche l’Agenzia delle Entrate ha ammesso che i tempi sono realmente stretti, al punto di essere disposta a chiudere un occhio, per questa prima tranche, sui ritardi delle prime settimane e sulle relative sanzioni (che ricordiamo ammontano al 20% dell’omessa trattenuta).

Airbnb e gli altri soggetti firmatari, però non contestano soltanto la scadenza, ma l’intera legge poiché “il governo si era impegnato a delegare l’Agenzia delle Entrate a dare attuazione alle norme tramite accordi con le piattaforme, cosa che fin qui non è avvenuta. Confidiamo che si possa aprire un confronto serio caso per caso”. Al momento, quindi, sembra che gli intermediari in questione non hanno nessuna intenzione di raccogliere la tassa dai proprietari per girarla al Fisco.

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