Aggiornamenti Isa 2019, le modifiche mandano i contribuenti nel caos

Tutti i problemi causati dagli ultimi aggiornamenti contenuti nel decreto del Mef

Contribuenti e commercialisti sul piede di guerra contro le ultime modifiche al calcolo degli Isa 2019, i nuovi Indici di affidabilità fiscale che sostituiscono i precedenti studi di settore.

A ridosso del Ferragosto i contribuenti soggetti ai nuovi Isa 2019 si sono visti arrivare l’inattesa sorpresa delle modifiche ai dati precompilati, forniti dall’Agenzia delle Entrate, su cui si basano le stime degli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale.

Il cambiamento è arrivato con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 9 agosto scorso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 17 agosto 2019. Si tratta di una modifica sostanziale alla modulistica Isa che richiederà un aggiornamento del software dell’Agenzia delle Entrate per il calcolo degli Isa 2019.

Con i nuovi dati precompilati, infatti, dovranno essere rideterminati i valori dei singoli indicatori, incluso quello sintetico e complessivo di affidabilità fiscale.

Come risulta dal decreto ministeriale, poi, sono molto limitate le variabili fornite dall’Agenzia delle Entrate che possono essere modificate dal contribuente. Nell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, infatti, il contribuente non potrà cambiare i dati relativi all’anno di inizio attività, il numero dei periodi d’imposta in cui è stato presentato il modello studi di settore (o parametri), i coefficienti di stima dei ricavi o compensi e del valore aggiunto, nonché la media di talune variabili.

Tutto questo avviene durante la pausa per le vacanze estive, mentre si avvicina precipitosamente la scadenza del 30 settembre entro la quale vanno effettuati tutti i versamenti delle imposte a saldo e in acconto da parte dei contribuenti soggetti a nuovi Isa.

Il rischio, infatti, è che con le nuove modifiche ai dati precompilati e il necessario aggiornamento del software gli studi professionali non avranno abbastanza tempo per ricalcolare tutte le posizioni Isa dei propri clienti: sarà meno di un mese.

Per questo motivo i commercialisti chiedono un’ulteriore proroga del termine del 30 settembre oppure, come le associazioni di categoria Adc e Anc, la totale disapplicazione degli indici Isa per il periodo d’imposta 2018.

Secondo i commercialisti, infatti, le ultime modifiche apportate con il decreto del Mef violano i diritti dei contribuenti, nello specifico il termine di sessanta giorni, previsto dall’articolo 6, comma 3, della legge n. 212 del 2000 (cd Statuto del Contribuente), entro il quale vanno apportate modifiche ai modelli e ai software dichiarativi prima della scadenza del termine previsto per l’adempimento.

Secondo la norma di legge, infatti, l’Amministrazione finanziaria deve garantire che i modelli di dichiarazione, le relative istruzioni, i servizi telematici, la modulistica e i documenti di prassi amministrativa siano messi a disposizione del contribuente, con idonee modalità di comunicazione e di pubblicità, almeno sessanta giorni prima del termine assegnato al contribuente per l’adempimento al quale si riferiscono. I modelli Isa, infatti, costituiscono parte integrante della dichiarazione dei redditi.

“Siamo dunque di fronte all’ennesimo strappo perpetrato ai principi di collaborazione e buona fede che dovrebbero governare, in ogni tempo, i rapporti fra l’amministrazione finanziaria e i contribuenti”, denunciano Adc e Anc.

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