Abolizione Tasi: proposte sul tavolo e nodo risorse

Il progetto per una nuova IMU è in parte condivisibile, ma prevedere la cancellazione della TASI significa fantasticare. Ecco perché

E’ tema d’attualità la semplificazione della tassazione immobiliare tramite l’unificazione dell’imposta comunale sugli immobili e l’abolizione dei tributi per i servizi indivisibili, detta nuova Imu.

Ciò che propone la Lega, nella proposta per una nuova IMU, è un progetto che va oltre la semplificazione del groviglio delle aliquote dell’imposta sugli immobili attraverso l’unificazione di IMU e TASI e arriva a prevedere la cancellazione del tributo per i servizi indivisibili, oltre a tagli mirati per l’imposta municipale unica, ad esempio sugli immobili sfitti o occupati.

A tutto ciò si aggiungerebbe l’attuazione dell’IMU precompilata, o meglio del modello F24 da utilizzare per il suo versamento, per risolvere i problemi esposti dall’associazione dei Comuni e soprattutto per recuperare dall’evasione anche i finanziamenti per apportare riduzioni chirurgiche dell’IMU.

Il nodo risorse
Tuttavia per la direttrice del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia Fabrizia Lapecorella – riporta il sito delle piccole-medie imprese pmi.it – si tratta di fantasticherie non realizzabili: mancano le coperture che servirebbero per attuare l’abolizione della TASI. Una misura che, per Lapecorella, avrebbe un costo di 1,1 miliardi l’anno. Cifra calcolata sulla base degli ultimi dati consuntivati 2018, che vendono un gettito complessivo IMU-TASI di circa 19,8 miliardi di euro, di cui 18,7 miliardi derivanti dall’IMU e 1,1 miliardi dalla TASI. Questi tributi rappresentano la principale fonte di entrata dei Comuni italiani, spiega Lapecorella, pari nel complesso al 70% delle entrate tributarie dei Comuni. Escludendo la riserva che è destinata all’Erario, le risorse a disposizione dei Comuni, pari alla somma di IMU e TASI, sono di circa 16,2 miliardi. Lapecorella ritiene che quelli proposti siano interventi dei quali si può eventualmente ragionare nel corso della legislatura, non sull’immediato.

Aggiunge inoltre la direttrice: “L’applicazione dell’IMU e della TASI ha dato dimostrazione di un’utilizzazione da parte dei Comuni della leva fiscale che ha portato a un’eccessiva frammentazione delle imposte. La previsione di una manovrabilità esercitabile entro determinati limiti, che rispecchiano anche le ipotesi maggiormente ricorrenti all’interno del panorama delle delibere comunali, consente di assicurare una razionale e organica applicazione della nuova IMU non solo a vantaggio di contribuenti, ma anche dei comuni che gestiscono meglio l’attività di verifica e accertamento degli adempimenti tributari”.

In audizione in Commissione Finanze alla Camera, Francesca Mariotti, per conto di Confindustria, propone che la nuova disciplina IMU-TASI preveda delle forme e regimi agevolati per chi avvia dei progetti di riqualificazione degli innumerevoli immobili situati in aree dismesse, in sinergia con gli enti locali.

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