730, controlli preventivi sui rimborsi. I casi in cui slitta l’accredito

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è poi così raro raggiungere la quota di 4.000 euro

a cura di 
Fisco 7

Da quest’anno, il contribuente che presenta il modello 730 e che vanta un credito superiore a 4.000 euro riceverà il rimborso più tardi rispetto al consueto mese di luglio/agosto.

In particolare, se il contribuente gode di detrazioni per carichi di famiglia oppure nell’anno precedente ha versato più imposte di quelle dovute non otterrà subito il rimborso ma dovrà attendere che l’Agenzia delle Entrate effettui controlli formali sulla spettanza delle detrazioni e delle eccedenze d’imposta sopra indicate.

Infatti, la Legge di Stabilità 2014, art. 1, commi 586 e 587, ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate effettua “controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni”.  

 Con il comunicato stampa del 10 giugno scorso l’Agenzia delle Entrate ha comunque precisato che chi non ha carichi di famiglia o crediti relativi a precedenti periodi d’imposta non verrà toccato dalla novità normativa perché comunque non verrà effettuato nessun controllo straordinario sulla sua dichiarazione.

Questo significa che i rimborsi superiori ai 4.000 euro derivanti, per esempio, da spese per le ristrutturazioni o da interessi passivi sul mutuo prima casa, saranno sottoposti a controllo preventivo solo se sono presenti familiari a carico oppure crediti riportati dalla dichiarazione dell’anno precedente.

Ma, in concreto, quanti e quali contribuenti potrebbero essere soggetti al controllo? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è poi così raro raggiungere la quota di 4.000 euro. Facciamo alcuni esempi.

Un contribuente che, nel corso del 2013, ha ristrutturato la propria abitazione e che ha sostenuto un costo di 90.000 euro, ha diritto a una detrazione pari a 4.500 euro per la ristrutturazione.

Un contribuente separato, con un reddito pari a 100.000 euro, a seguito del provvedimento del giudice, versa 12.000 euro all’ex coniuge per ciascun anno. Dal suo reddito complessivo viene decurtata la somma corrisposta al coniuge e il contribuente risparmia complessivamente 5.160 euro, pari al prodotto di 12.000 euro per l’aliquota marginale pari al 43%. Come nell’esempio precedente, anche in questo caso, per il credito di importo superiore a 4.000 euro, il contribuente sarà rimborsato dall’Agenzia delle Entrate in un momento successivo rispetto ai tempi ordinari soltanto se nella dichiarazione ha richiesto anche la detrazione per familiari a carico e/o presenta un’eccedenza IRPEF relativa ad anni precedenti.

Entro quando l’Erario effettuerà il rimborso di quanto spettante? L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato del 10 giugno, ha rassicurato i contribuenti e ha precisato che, nella maggior parte dei casi, i rimborsi saranno disposti non più tardi di ottobre, prima cioè del termine massimo di sei mesi previsto dalla Legge di Stabilità. 

Massimo D’Amico – Centro Studi CGN

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