3 prodotti Italiani che si gioveranno dei dazi cinesi

La Cina ha risposto agli Stati Uniti con più di 150 dazi su prodotti americani. Secondo Coldiretti, alcuni settori italiani potrebbero giovarne, come vino e frutta fresca

In risposta ai dazi imposti dall’amministrazione Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Usa (1300 prodotti per un valore di 60 miliardi di dollari) la Cina ha imposto tasse sulle importazioni di 128 prodotti statunitensi, tra cui carne di maiale e frutta.

I dazi cinesi costeranno circa 3 miliardi di dollari e la notizia era già trapelata durante la scorsa settimana, quando il “South China Morning Post” aveva scritto che il governo cinese aveva quasi finito di redigere la lista di beni sui quali imporre dazi.

In risposta all’impostazione di dazi da parte della Cina, Wall Street ha chiuso in negativo, sotto il peso di paure di una guerra commerciale. Il Dow Jones lunedì due Aprile perde il 2,38%, il Nasdaq chiude con il -2,81% e l’indice S&500 con il -2,51%. Scendono anche Facebook, che perde il 2,85% e Tesla con un -25% da fine Febbraio.

I dazi cinesi verranno applicati sulla carne di maiale (con un aumento del 25%) sull’alluminio (aumento del 15%) e su prodotti come mele, mandorle, cocco, banane, ananas, melograno, mango, uva, angurie, ciliegie, fragole, albicocche secche.

Sempre un aumento del 15% riguarderà anacardi, mandorle, nocciole, noccioline, ginseng, vino frizzante; anche l’etanolo sarà tassato del 15%.

Xinhua, l’agenzia ufficiale cinese, ha dichiarato che i dazi sono stati imposti dalla commissione Tariffe doganali del Consiglio di Stato. Il ministero cinese del Commercio ha definito i dazi USAun abuso” delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Le tariffe americane infatti “violano il principio di non discriminazione, danneggiando gli interessi cinesi”.

Il made in Italy in parte subirà delle ripercussioni: in particolare l’aumento dei dazi sul vino statunitense importato in Cina gioverà al mercato vinicolo italiano. Secondo Coldiretti, la Cina è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ed è prima in classifica per i vini rossi. In questo scontro commerciale l’Italia potrebbe avere la meglio: già nel 2017 le esportazioni dei vini italiani hanno raggiunto il massimo storico con una crescita del 29%.

Un altro mercato strategico potrebbe diventare quello della frutta fresca: l’Italia al momento può esportare in Cina solo kiwi e agrumi, ma stanno avanzando gli accordi bilaterali per pere e mele. “L’estendersi della guerra dei dazi tra i due giganti dell’economia mondiale ai prodotti agroalimentare apre scenari inediti e preoccupanti nel commercio mondiale. Una situazione che va attentamente monitorata” riporta Coldiretti.

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