Zona Euro, si aggrava la crisi del manifatturiero

(Teleborsa) – Continua a rallentare la crescita del settore manifatturiero dell’Eurozona.

A luglio l’Indice finale IHS Markit PMI del Settore Manifatturiero dell’Eurozona è scivolato sempre più verso il punto di non cambiamento di 50 punti, risultando invariato rispetto al risultato flash che l’ha preceduto di 51,5 punti. Il dato si è attestato su un livello inferiore ai massimi su sette mesi di giugno di 52,2.

A livello nazionale, il PMI in Italia si è portato a 51 punti, sui massimi da 4 mesi, in salita dai 50,1 di giugno.

Il PMI della Germania ha raggiunto i 50,9 punti, dai 51,4 della stima flash, portandosi sul minimo da 73 mesi. Il dato della Francia si è attestato a 51,9 punti dai 51,7 della stima preliminare, sul minimo da 2 mesi, mentre la Spagna ha toccato i 51,7 punti, sul livello più basso da 68 mesi.

“Il settore dei servizi ha continuato a sostenere l’espansione dell’economia della zona euro all’inizio del terzo trimestre, ma ci sono segnali che l’entità della crisi manifatturiera stia cominciando ad essere sovrastante – commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit – . Le preoccupazione sulla guerra commerciale, il rallentamento della crescita economica, la diminuzione della domanda di apparecchiature professionali, il crollo delle vendite di automobili e le inquietudini geopolitiche come la Brexit sono in testa alla lista dei problemi che fanno piombare la produzione manifatturiera al tasso più rapido in oltre sei anni. Mentre il settore dei servizi ha aiutato a controbilanciare la crisi del manifatturiero, la crescita è anche scesa nel terziario a luglio, il che significa che il tasso generale d’espansione del PIL suggerito dai PMI è scivolato a 0,1%”.

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