Zona Euro, PMI manifatturiero ai minimi in 8 mesi su problemi a supply chain

(Teleborsa) – L’Eurozona conferma un rallentamento della crescita del settore manifatturiero a ottobre. Si evince dall’ultimo report di Markit sui PMI, gli indici sulle aspettative dei direttori acquisti delle aziende manifatturiere. L’indice PMI manifatturiero è stato indicato in calo a 58,3 punti dai 58,6 precedenti e risulta inferiore ai 58,5 della stima flash. L’indicatore dello stato di salute del settore manifatturiero si conferma comunque al di sopra della soglia dei 50 punti, che fa da spartiacque fra recessione ed espansione.

A livello nazionale, il PMI in Italia si è rafforzato a 61,1 punti (massimo in 4 mesi) dai 59,7 precedenti, risultando al di sopra dei 59,7 del consensus. Il PMI della Germania invece è sceso a 57,8 punti rispetto ai 58,2 precedenti e attesi. Il dato della Francia si è attestato a 53,6 punti dai 53,5 precedenti e attesi, mentre la Spagna registra un peggioramento a 57,4 punti dai 58,1 del mese precedente e attesi.

“I produttori della zona euro hanno segnalato un peggioramento della situazione della catena di fornitura nel mese di ottobre, che ha frenato bruscamente la crescita della produzione durante il mese – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit – I tempi medi di consegna delle materie prime si sono allungati ad un tasso superato solo due volte in quasi un quarto di secolo di dati dell’indagine, visto che le aziende hanno riferito che la domanda, ancora una volta, ha superato l’offerta per un’ampia varietà di fattori produttivi e componenti.

“I problemi di produzione presso i fornitori sono stati riportati insieme a una lista crescente di problemi logistici – ha proseguito – Questi includono una mancanza di container e capacità di trasporto inadeguate, la congestione dei porti, la carenza di camionisti e ritardi più ampi nei trasporti legati principalmente alla pandemia”.

“Queste carenze hanno portato al più debole aumento della produzione industriale da quando la ripresa è iniziata nel luglio dello scorso anno, e hanno anche spinto le pressioni inflazionistiche a nuovi record massimi nella storia dell’indagine, sollevando ulteriori domande su quanto transitoria sarà la recente impennata dell’inflazione – ha aggiunto – Anche la fiducia delle imprese ha perso un po’ di terreno e ha toccato il minimo in un anno ad ottobre, poiché un numero crescente di produttori è preoccupato per i problemi di fornitura e per l’impatto dell’aumento dei costi e dei prezzi, aggravando i segnali già esistenti che i produttori si accingono ad affrontare alcuni mesi difficili”.

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