Zona Euro, continua a peggiorare il settore manifatturiero

(Teleborsa) – Ad agosto continua il crollo del manifatturiero dell’Eurozona. L’indice finale IHS Markit PMI, pur migliorando dal valore più basso in sei anni e mezzo di luglio di 46,5 punti, si è portato a 47 punti, registrando il secondo valore più basso da aprile 2013 e mostrando l’ennesimo notevole peggioramento delle condizioni operative del settore. Il PMI ha adesso riportato valori al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50 punti per sette mesi consecutivi.

A livello nazionale, il PMI in Italia si è portato a 48,7 punti, sui massimi da 3 mesi, in salita dai 48,5 di luglio.

Il PMI della Germania ha raggiunto i 43,5 punti, dai 43,6 della stima flash, portandosi sul massimo di 2 mesi. Il dato della Francia si è attestato a 51,1 punti dai 51 della stima preliminare, sul massimo da 2 mesi, mentre la Spagna ha toccato i 48,8 punti, sul livello più alto da 3 mesi.

“Ad agosto i produttori dell’eurozona hanno sofferto a causa del protrarsi del crollo della produzione manifatturiera estiva. Sebbene in salita da luglio, il PMI manifatturiero di agosto è stato il secondo più basso da inizio 2013 e il forte deterioramento dell’ottimismo per l’anno prossimo suggerisce come le aziende prevedono che il peggio deve ancora arrivare – commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit – . Il peggioramento delle condizioni manifatturiere significa che il settore probabilmente agirà sempre di più da freno per la crescita economica dell’eurozona durante il terzo trimestre. Allo stato attuale, l’indagine è coerente con una contrazione manifatturiera al tasso trimestrale dell’1%. I prezzi stanno diminuendo a causa degli sconti offerti dovuti alla deludente debole domanda, e il livello occupazionale si è ridotto ad uno dei tassi maggiori osservati durante gli ultimi sei anni, in quanto le imprese hanno cercato sempre di più di tagliare costi conseguentemente all’incerto clima commerciale. Le maggiori preoccupazioni tra i produttori sono le guerre commerciali e le tariffe, con l’aumento delle tensioni commerciali a livello globale di agosto che hanno incoraggiato una maggiore avversione al rischio. La Germania sta soffrendo la contrazione maggiore, in parte dovuta al crollo della domanda globale per automobili e macchinari. Va in contro tendenza invece la Francia, anche se anche qua la crescita è stata modesta”.

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