Zona Euro, BCE: “bene economia e inflazione ma aumentano incertezze”

(Teleborsa) – La BCE si conferma ottimista sulla crescita economica dell’Eurozona, ribadendo però le proprie preoccupazioni per alcuni fattori di rischio quali ad esempio le politiche protezionistiche messe in atto dal Presidente USA Donald Trump.

“Nella riunione di politica monetaria del 13 settembre, il Consiglio direttivo ha concluso che le nuove informazioni, comprese le proiezioni formulate a settembre 2018 dagli esperti della BCE, confermano sostanzialmente la precedente valutazione del Consiglio direttivo circa il perdurare di un’espansione generalizzata dell’economia nell’area dell’euro e un graduale incremento dell’inflazione“, si legge nell’ultimo Bollettino economico.

Il vigore di fondo dell’economia seguita a confermare inoltre la convinzione del Board che l’inflazione continuerà stabilmente a convergere verso il livello previsto e che tale convergenza proseguirà anche dopo la graduale liquidazione degli acquisti netti di attività.

“Allo stesso tempo, hanno assunto maggior rilievo di recente le incertezze connesse al crescente protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità sui mercati finanziari” dichiara l’Eurotower, secondo la quale serve quindi ancora uno stimolo significativo da parte della politica monetaria per sostenere l’ulteriore accumularsi di pressioni interne sui prezzi e la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. Tale sostegno, ribadisce, continuerà a provenire dagli acquisti netti di attività fino alla fine dell’anno, dalle notevoli consistenze acquistate e dai relativi reinvestimenti, nonché dalle indicazioni prospettiche rafforzate del Consiglio direttivo sui tassi di interesse di riferimento della BCE.

In ogni caso, il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare opportunamente tutti i suoi strumenti per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello previsto, recita il comunicato.

Quanto all’Italia la BCE rileva che le condizioni del mercato delle obbligazioni sovrane si sono mantenute volatili, e i differenziali delle obbligazioni sovrane italiane sono cresciuti in un contesto di rinnovate tensioni del mercato.

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