Xylella, Corte Ue condanna Italia: “Non ha attuato misure contenitive”

L'Italia non avrebbe agito con prontezza, dando così modo al batterio di proliferare senza problemi e infettare migliaia di alberi

L’Italia non ha attuato le misure obbligatorie europee per fermare il diffondersi del batterio vegetale da quarantena xylella fastidiosa che ha portato al disseccamento rapido degli ulivi in Puglia.

Così la Corte di giustizia UE ha accolto il ricorso della Commissione europea contro ritardi e mancanze nelle ispezioni e nell’abbattimento delle piante infette da parte delle autorità italiane. Secondo la Corte, le inadempienze hanno provocato gravi danni, che vanno risarciti, e conseguenze che potevano essere evitate con il puntuale rispetto delle normative europee. Si tratta di una condanna per primo inadempimento, che prevede solo il pagamento delle spese processuali e che conclude la prima fase della procedura d’infrazione del 2015.

L’UE aveva chiesto di eradicare le piante infette con diversa entità a seconda delle aree per fermare il batterio. Nel dettaglio il piano prevede una zona infetta, delimitata a nord da una fascia di 20 km, confinante con una zona cuscinetto dove si chiedeva l’abbattimento anche delle piante sane nel raggio di 100 metri.

Secondo Coldiretti, il caos con cui è stato gestita l’emergenza xylella, tra errori, incertezze e scaricabarile hanno favorito l’avanzare del contagio e hanno provocato danni per 1,2 miliardi di euro con effetti disastrosi sul piano ambientale, economico ed occupazionale. “Serve una strategia condivisa tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico”, sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

“La sentenza della Corte di Giustizia UE certifica per l’ennesima volta il fallimento, per non dire la totale assenza, delle politiche attuate in questi anni contro l’emergenza xylella – ha commentato il Presidente di Italia Olivicola, la più importante organizzazione dell’olivicoltura italiana, Gennaro Sicolo – Un intero territorio e migliaia di agricoltori sono stati lasciati soli in balia di un batterio terribile e di santoni e sciamani che hanno prevalso sulla scienza vera e sulle leggi”.

Preoccupazione è stata espressa anche da Cia-Agricoltori Italiani. “Ora temiamo inevitabili effetti negativi su tutto il comparto olivicolo nazionale, che rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare”, ha evidenziato l’associazione che chiede di “seguire alla lettera i protocolli scientifici senza rincorrere notizie false e teorie surreali, che tanto credito hanno avuto in questi ultimi anni”.

“Al di là degli aspetti strettamente collegati alla sentenza della Corte – aggiunge il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – richiamiamo l’attenzione sulla questione delle verifiche sulle merci in arrivo in Europa: per effetto della globalizzazione, gli scambi commerciali si sono moltiplicati senza adeguate normative in materia di controlli e ispezioni al passo con l’avanzamento dei mercati”.

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