World Record Egg: l’uovo da 52 milioni di like e un business da capogiro

Svelato il mistero dell'uovo Eugene nella notte del Super Bowl, l'evento sportivo, e non solo, più seguito degli USA

Tutto è iniziato lo scorso 4 gennaio su Instagram con la foto di un uovo seguito da un post di poche righe che recitava così: “Let’s set a world record together and get the most liked post on Instagram. Beating the current world record held by Kylie Jenner” “Raggiungiamo insieme un record mondiale ottenendo il post con più like su Instagram, battendo il primato attuale detenuto da Kylie Jenner”. 
Tutto, dunque, nasce con una sfida. E un uovo. Sì avete capito bene: un semplice uovo. Detto fatto. 52 milioni di like in meno di una settimana che hanno letteralmente polverizzato quello precedente di  Kylie Jenner  la quale postando una foto di sua figlia ne aveva raccolti ‘solo’ -si fa per dire- 18.
Intanto, l ‘account dell’uovo, che ha anche un nome “Eugene”,  ora ha più di 10 milioni di follower e porta ufficialmente a casa il primato di foto che ha preso più like nella storia di IG.
Vi starete chiedendo come può la semplice foto di un uovo diventare in così poco tempo l’ immagine col più alto numero di like su IG?
Ai tempi di internet niente funziona di più di una strategia pensata per coinvolgere il pubblico facendo leva, mai come in questo caso termine fu più azzeccato, sull’effetto sorpresa. Cosa uscirà dall’uovo? Il tam-tam inizia a correre sulla rete contagiando una platea sempre più ampia, soprattutto giovane, in ogni parte del mondo.
Ecco allora che a quel post ne seguono altri che mostrano qualche piccola crepa ad indicare che l’ uovo sta per schiudersi. A ogni post, un nuovo piccolo indizio giusto per tenere alta l’attenzione del pubblico.
Fino all’ultimo in cui compariva la foto dell uovo con qualche crepa in più e la cucitura di un pallone da football. “The wait is over. All will be revealed this Sunday following the Super Bowl. Watch it first, only on  @hulu” – L’attesa è finita. Tutto sarà rivelato durante il Super Bowl. Seguitici su Hulu”. 
La curiosità monta ancora: in tanti iniziano a domandarsi quale possa essere il nesso tra l’uovo e il Superbowl, l’evento sportivo stellare per eccellenza negli Stati Uniti.  Molto più di una partita: uno show che a sua volta genera un incredibile volume d’affari. Quale occasione migliore dunque per rivelare cosa si nasconde dietro all’uovo.
Il fischio d’inizio ieri sera alle ore 00.30 italiane, al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta (Georgia, USA) dove si sono affrontati i New England Patriots e i Los Angeles Rams (Una finale bruttina, vinta dai Patriots per 13-3, un solo touchdown,  molti errori e zero spettacolo , al termine della quale Tom Brady, il miglior quarterback di sempre conquista il suo sesto Super Bowl,  i Patriots e il loro guru coach Belichick finiscono dritti  nella storia, ndr).
LA NOTTE PIU’ LUNGA D’AMERICA – Nella storia però non ci finiscono solo i Patriots, ma anche l’uovo ha avuto il suo nome di gloria. Ecco svelato l’arcano: dietro Eugene c’è Chris Godfrey.
Mr. Godfrey è un creativo pubblicitario di 29 anni che lavora presso The & Partnership a Londra, c’è lui dietro all’account pensato insieme a due amici, Khan-Whelan, una giovane 26enne e CJ Brown, 29 anni, . E ieri sera è andato in scena il secondo atto, come annunciato: uno spot prodotto con e trasmesso sulla piattaforma di streaming video Hulu, pensato per sfruttare sotto ogni punto di vista, specie quello del marketing, un evento stellare come il Super Bowl capace come nessun altro di catalizzare l’attenzione di addetti ai lavori, sportivi e mondo economico.  Nello sport, l’uovo condivide una storia su come la viralità abbia influito sulla sua salute mentale.   
“La pressione dei social media mi sta raggiungendo”, dice l’uovo nello spot, dopo essersi presentato. “Se anche tu stai lottando, parla con qualcuno.” L’annuncio rimanda gli utenti ad un sito web per la salute mentale senza scopo di lucro in America.
E proprio oggi, Khan-Whelan e CJ Brown, che hanno accompagnato Godfrey in questa avventura, hanno accettato di parlare con il New York Times e in una lunga intervista raccontano la storia di Eugene.
Perchè proprio un uovo? Mr. Godfrey ha spiegato: “Un uovo non ha sesso, razza o religione. Un uovo è un uovo, è universale.” 
 BUSINESS DA CAPOGIRO – Il team degli ideatori dell’uovo, per ora, preferisce non parlare di cifre, glissando sul denaro offerto o dei grandi nomi con cui sono entrati in contatto, preferendo mantenere l’attenzione focalizzata su Eugene. In questi giorni, però, esperti del settori hanno stimato come una collaborazione con l’account varrebbe almeno  $10 milioni. Per ora gli interessati smentiscono, bollando la cifra come “molto esagerata”. Ma parliamo comunque di cifre da capogiro.
È innegabile, infatti, che raggiungere milioni di persone porta benefici economici di grande portata. “Abbiamo avuto un sacco di incredibili offerte e opportunità che sono sul tavolo”, ammette Khan-Whelan.
Al netto di qualsiasi considerazione, Eugene è l’esempio perfetto di come con il Social Media Marketing sia possibile riunire le persone per un obiettivo comune, non importa se futile o meno, costruendoci intorno una community.  
La strategia è vincente: utilizzare un oggetto inanimato con il quale tutti hanno familiarità, e che quindi può facilmente attrarre l’attenzione di un vastissimo numero di utenti, praticamente la totalità.
Non secondario l’effetto sfida:  il World Record Egg ha ottenuto subito un grande interesse in quanto è stato proposto sotto forma di una sfida per la community di Instagram. Una tattica estremamente efficace, perché fa leva sull’ interesse intrinseco e naturale dell’essere umano di mettersi alla prova.
Infine, attribuire ad un oggetto inanimato le sembianze di un racconto, dunque la dinamicità. Sul profilo, infatti, comparivano post che mostravano ora una crepa ora l’altra indicando che si stava aprendo il guscio dell’uovo, facendo entrare in gioco il grande fattore Storytelling. 
Insomma, tra i tanti meriti, Eugene sembra avere anche quello di aver risposto a un dilemma irrisolto. Fino ad adesso: meglio un uovo oggi o una gallina domani? In questo caso, la risposta appare fin troppo scontata.
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