Workshop Ambrosetti, Cernobbio boccia l’operato del Governo

(Teleborsa) – È una sonora bocciatura dell’operato del Governo quella che emerge dal Workshop Ambrosetti di primavera, con oltre l’80% dei 200 imprenditori presenti a Cernobbio che ha espresso un giudizio negativo. La due giorni di Villa d’Este, giunta alla sua 30/a edizione, si è conclusa venerdì scorso con la presentazione dei risultati del consueto sondaggio al viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che hanno visto solo l’1% degli imprenditori presenti al Workshop (in pratica due degli ospiti) definire “molto positivo” l’operato del Governo.

Scendendo nel dettaglio, le previsioni su crescita, occupazione e rapporto debito/Pil non risultano più positive.

Rapporto debito/Pil – Dalla ricerca presentata in occasione del forum Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive risulta che l’attuale livello del debito pubblico in rapporto al Pil ha raggiunto valori prossimi al massimo storico, vissuto nel primo dopoguerra, rappresentando, ormai, una delle principali criticità del sistema Paese. Ad oggi, il rapporto debito/Pil è, infatti, il 18% inferiore rispetto al picco massimo del 1920 e il 22% superiore rispetto al picco della Seconda Guerra Mondiale. Se, a fine dicembre 2018, lo stock di debito pubblico italiano ammontava a 2.316,7 miliardi, pari al 132,1% del valore del Pil, in vista del allentamento della crescita – che da molte parti è stimata intorno allo 0% per il 2019 – secondo la ricerca di Ambrosetti, in futuro, il rapporto debito/Pil potrà anche crescere, superando il 133%.

Crescita e lavoro – Scarso ottimismo da parte degli imprenditori anche per quanto riguarda crescita e occupazione. Per il 41,3% degli imprenditori la crescita del fatturato della propria azienda nel 2019 sarà “inferiore al 10%” e solo il 22,2% prevede per il 2019 una crescita del fatturato della propria impresa superiore a tale percentuale. Differenti le posizioni riguardo all’occupazione. Se per quest’anno il 13,7% dei partecipanti al televoto stima di aumentare il proprio organico di oltre il 10%, aumenta la percentuale (25,8%) di chi prevede una riduzione del personale fino al 10%.

Effetti della Brexit – La Brexit non sembra preoccupare gli imprenditori del workshop Ambrosetti. Dal televoto effettuato nel corso della seconda giornata dei lavori, il 62,2% dei partecipanti ha, infatti, previsto un impatto nullo sui propri piani di crescita. Ad esprimere preoccupazioni sulle possibili conseguenze negative per i propri investimenti è solo il 29,6% dei partecipanti mentre un 7,4% ha addirittura parlato di “impatto positivo”.

Competitività – La maggioranza assoluta dei 200 imprenditori presenti al Workshop (86,2%) ritiene che in assenza del mercato unico, dell’Euro e delle Istituzioni europee i Paesi membri starebbero molto peggio. Sentiment positivo per il 78,7% dei partecipanti anche rispetto all’operato della Banca Centrale Europea. Dal punto di vista delle sfide competitive più rilevanti per il settore bancario, al primo posto viene indicata dal 27,2% del campione la digitalizzazione e i nuovi modelli di business a essa collegati. Seguono la regolamentazione e compliance (21,6) e la necessità di cost reduction (13,6%).

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