WINDTRE, Hedberg: “Nuovo brand svolta strategica per l’azienda”

(Teleborsa) – “L’inizio di una nuova fase per i nostri clienti consumer e business”. È che con queste parole che Jeffrey Hedberg, Ceo di WINDTRE, ha commentato il lancio del brand unico, punto di svolta di un merger che rappresenta una delle operazioni più rilevanti nel panorama europeo delle tlc. “Per conseguire questi risultati – ha spiegato Hedberg a Teleborsa – stiamo investendo 6 miliardi di euro in 5 anni in innovazione e in infrastrutture moderne. Un investimento che si riflette al meglio nella nostra rete 5G ready”.

Dopo la fusione tra le Wind e Tre, si giunge a un nuovo, unico, brand. Possiamo parlare di una svolta?

“Sì, penso che uno degli elementi chiave del lancio del nuovo brand unico di WINDTRE sia il supporto del nostro azionista, che ha investito, e continua ad investire, 6 miliardi di euro in 5 anni. Sono davvero orgoglioso di tutto il team, che ha lavorato molto nell’integrazione della rete, dei sistemi e nel fornire soluzioni innovative per i clienti, ma anche per i canali di vendita e i nostri call center. Abbiamo ora solide fondamenta per costruire il nostro futuro. E’ quindi il momento giusto per unificare i due brand perché siamo ora in grado di guidare il mercato in modo determinante”.


Nasce anche la Rete unica “Top Quality” di WINDTRE. Qual è il significato strategico, soprattutto in vista del 5G?

“Chiaramente, il nostro business continua ad essere focalizzato sulle tecnologie 3G e 4G, che forniscono tutti i servizi voce e dati ai clienti, e modernizzando la rete permetteremo loro di avere davvero un servizio di elevata qualità. Vediamo una grande opportunità nel 5G dal punto di vista della crescita. Se penso, in particolare, all’ultimo rapporto Ericsson, ci sono dei dati estremamente interessanti: nel 2025 ci saranno 2.6 miliardi di smartphone nel mondo in 5G e il 65% della popolazione mondiale sarà coperta da questa nuova infrastruttura. Vediamo, quindi, una grande opportunità di crescita, ma per noi è importante soprattutto poterla realizzare concretamente per i nostri clienti. Abbiamo avviato sperimentazioni a L’Aquila e a Prato con il governo e le università locali, in modo tale da comprendere in modo efficace quali possono essere le reali opportunità di questi use-cases. Molto probabilmente inizieremo con i clienti business, dove molti progetti innovativi sono stati sviluppati, in particolare in quei settori quali la salute, l’istruzione, la sicurezza, l’agricoltura, perché crediamo che, concentrandosi su questi segmenti, siamo in grado di comprendere davvero le opportunità, ma anche le competenze necessarie. Partnership pubblico-private, lavorare con le università, con le istituzioni e con le industrie è fondamentale per sviluppare al meglio tali opportunità”.

Lei sostiene che per fare sistema siano fondamentali le partnership pubblico-privato. Ce ne può parlare?

“Come ho affermato prima, per portare avanti con successo i processi innovativi è fondamentale l’avvio di accordi virtuosi tra le aziende, con le istituzioni, con le università e i centri di ricerca, come abbiamo fatto con le sperimentazioni a L’Aquila e a Prato. Ma, per affrontare le sfide tecnologiche del 5G, dobbiamo lavorare tutti collettivamente, per definire gli aspetti del nuovo ecosistema. Se fossero solo le aziende a farlo, sarebbe davvero complesso. Devono essere le imprese, le istituzioni, le università a sviluppare le competenze adatte per affrontare queste nuove sfide tecnologiche del futuro. Dobbiamo lavorare anche insieme ai sindacati, per adeguare le competenze delle persone, e prepararle a questo grande cambiamento. Se fossero solo le aziende, soltanto le istituzioni o solo i sindacati non saremo in grado di capitalizzare questa opportunità e le risorse, gli investimenti e le competenze migrerebbero verso altri Paesi. Il 5G è un importante abilitatore di sviluppo per questo Paese. E noi vogliamo avere un ruolo cruciale in questo processo”.

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