Webuild: nel 2020 utile netto a 275 milioni, superati target

(Teleborsa) – Webuild chiude l’esercizio 2020 con un portafoglio ordini di 41,7 miliardi di euro, di cui 33,3 miliardi di construction backlog e 8,1 miliardi di concessioni e operation & maintenance.

I ricavi combined (considerando Astaldi per l’intero 2020) sono stati pari a 6,4 miliardi, i ricavi Adj (considerando Astaldi per 2 mesi), pari a 5,3 miliardi (5,3 miliardi nel 2019). L’Ebitda combined (considerando Astaldi per l’intero 2020) si è attestato a 820,6 milioni, l’Ebitda Adj (considerando Astaldi per 2 mesi) a 779,1 milioni (422,6 milioni nel 2019).

L’utile netto di gruppo adjusted è pari a 275,4 milioni, l’utile netto reported di gruppo di 147 milioni.

Il CdA proporrà all’assemblea un dividendo di 0,055 euo per ciascuna azione ordinaria e di risparmio, per un importo totale di 49,1 milioni.

L’indebitamento finanziario netto è risultato “significativamente migliore del target“, ovvero di 441,9 milioni (631,4 milioni a dicembre 2019), grazie principalmente alla gestione del capitale circolante netto. Considerevole posizione di liquidità a 2,5 miliardi (1 miliardo a dicembre 2019), di cui 1,2 miliardi detenuti a livello corporate.

Il Gruppo ha collocato con successo 1 miliardo di bond, sono state gestite anticipatamente le principali scadenze finanziarie fino al primo semestre 2022 e allungata la vita media ad oltre 4 anni.

Nello scorso anno inoltre, il 5 novembre, è stata conclusa con successo l’acquisizione del 66,1% di Astaldi, con il processo di integrazione societaria che si concluderà entro luglio, dopo l’approvazione da parte delle assemblee straordinarie degli azionisti di Webuild e di Astaldi, che si terranno rispettivamente il 29 e il 30 aprile 2021. “Con questa operazione il gruppo ha raggiunto una dimensione rilevante per potere competere in modo sempre più efficace sul mercato domestico e globale”, commenta Webuild nella nota dei conti.

Outlook
Per il 2021 Webuild prevede una crescita dei ricavi tra 6,5 e 7,2 miliardi, coperta interamente dal backlog attuale; recupero dell’Ebitda margin a circa l’8% e una riduzione dell’indebitamento finanziario netto di 0,5-0,3 miliardi. I nuovi ordini, che includono quelli per i quali Webuild è risultato aggiudicatario o migliore offerente, sono visti a 2,5 miliardi.

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