Web Tax, Trump minaccia ritorsione contro Italia e Francia

Gli Stati Uniti sembrano aver mal digerito le digital tax che Italia e Francia vogliono istituire e minacciano dazi

Non solo Cina. Da tempo gli Stati Uniti stanno conducendo una politica commerciale piuttosto aggressiva nei confronti di potenziali rivali economiche. Il caso più conosciuto è, per l’appunto, la guerra commerciale con la Cina che, almeno apparentemente, sembra essere vicina a una conclusione.

Da qualche mese, invece, Donald Trump sembra aver spostato le sue mire sugli “alleati” europei. Complice la sentenza del WTO sul caso degli aiuti comunitari ad Airbus, alcune esportazioni eruopee (tra le quali le eccellenze dell’enogastronomia italiana) sono state già colpite da una serie di dazi per svariati miliardi di euro. Questo, però, sembrerebbe essere solamente l’inizio di una nuova guerra commerciale – in questo caso rivolta contro gli stati dell’Unione Europea – che ha già avuto pesanti effetti sull’andamento delle Borse internazionali.

Un nuovo pronunciamento dell’Organizzazione mondiale del commercio, infatti, ha riconosciuto che l’Unione Europea continuerebbe a “foraggiare” il consorzio Airbus, a detrimento delle quote di mercato della statunitense Boeing. Ma questo non è il solo “casus belli” che ha spinto il Presidente degli Stati Uniti a minacciare nuove sanzioni nei confronti di alcuni stati europei. Donald Trump ha mal digerito anche l’intenzione di Francia e Italia di istituire delle web tax (o digital tax che dir si voglia) rivolte principalmente ai colossi della Silicon Valley.

Secondo l’inquilino della Casa Bianca, infatti, si tratterebbe di un’azione discriminante nei confronti delle aziende statunitensi. Gli USA, ha affermato il segretario al Commercio Usa Robert Lighthizer, agiranno per difendere gli interessi economici delle società e degli Stati Uniti, con tutti i mezzi a disposizione. Nella sua dichiarazione, Lightizer ha individuato in Francia e Italia le principali “responsabili” di questa nuova politica fiscale che lederebbe gli interessi delle aziende della Silicon Valley, ma non ha risparmiato critiche ad Austria e Turchia.

Secondo alcuni analisti, questa nuova “battaglia” potrebbe sfociare in un’altra ondata di dazi sulle importazioni di merci europee, francesi e italiane in particolare. Si parla già di tariffe punitive del 100% su 2,4 miliardi di dollari di importazioni dalla Francia (champagne, formaggi e borse), con conseguente impennata dei prezzi. Anche le merci italiane, già duramente colpite dai dazi dello scorso ottobre, potrebbero subire un trattamento analogo.

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