Web tax: gli Stati Uniti sospendono i dazi contro sei Paesi, Italia inclusa

(Teleborsa) – Gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere i dazi legati alla web tax nei confronti dei sei Paesi, tra cui l’Italia, per concedere più tempo alle trattative e raggiungere un accordo sulla tassazione internazionale all’interno dell’OCSE e del G20. In particolare, i dazi sarebbero dovuti scattare nei confronti di Austria, India, Italia, Spagna, Turchia e Regno Unito per rispondere all’inserimento nelle loro tassazioni nazionali di imposte sui servizi digitali: i dazi al 25% avrebbero colpito un import complessivo di quasi 2 miliardi di dollari, di cui 800 milioni dal Regno Unito e 300 milioni a testa da Italia e Spagna.


La Commissione Ue ha accolto favorevolmente la decisione. Come ha spiegato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in Italia il gettito dell’imposta sui servizi digitali per il 2020 è stato comunque limitato: si è trattato infatti di appena 233 milioni di euro. “Il termine per il pagamento della prima rata per l’imponibile anno 2020 è stato prorogato al 17 maggio 2021, fissando al 30 giungo il termine per invio della dichiarazione annuale – ha detto Franco nel corso di un’interrogazione parlamentare – A oggi sono stati ripartiti versamenti effettuati con modello F24 fino al 17 maggio per un importo di 98 milioni da parte di 49 soggetti, 40 società di capitali e 9 soggetti non residenti, e sono stati rilevati alla Ragioneria di Stato bonifici effettuati direttamente in Tesoreria per un importo di 135 milioni, complessivamente quindi risulta un gettito dell’imposta sui servizi digitali per il 2020 che ammonta a 233 milioni”.

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