Wartsila, chiusura a Trieste: interviene Giorgetti, “sorpresi e irritati”

(Teleborsa) – Questa mattina il gruppo Wartsila ha reso noto questa mattina che intende procedere con la centralizzazione della produzione dei motori a 4 tempi a Vaasa, in Finlandia, fermando quindi l’attività produttiva del sito di Bagnoli della Rosandra di Trieste. La chiusura dell’attività produttiva del sito triestino comporta una ricaduta in termini occupazionali di circa 450 addetti su circa 970 occupati dell’impianto oltre che sull’attività di numerose ditte esterne.

“Siamo sorpresi e molto irritati per la decisione ingiustificata e scorretta di Wartsila che improvvisamente ha comunicato la chiusura della linea produttiva a Trieste. Mi sono confrontato questa mattina con il ministro finlandese Ville Skinnari, anche lui all’oscuro di tutto. Ho già disposto l’immediata convocazione dei vertici della società per spiegazioni sul loro comportamento anche alla luce del fatto che la società finlandese aveva avviato proprio con il Mise una negoziazione per chiudere un accordo di innovazione”. Queste le parole del ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giancarlo Giorgetti che ricorda che già due mesi fa aveva convocato i vertici di Wartsila insieme al governatore Massimiliano Fedriga per monitorare la situazione.

“Apprendiamo con sdegno e incredulità la notizia della chiusura della parte produttiva di Wartsila nello stabilimento di Bagnoli della Rosandra a Trieste. Quello messo in atto è un comportamento e una scelta che riteniamo inaccettabile nei metodi e nei modi e ci lascia senza parole anche e soprattutto perchè da più di un anno a questa parte non solo la Regione Friuli Venezia Giulia, ma anche il Governo
nazionale, avevano ricevuto ampie rassicurazioni sia dai vertici dell’azienda ma anche dall’istituzioni diplomatiche e governative
finlandesi. Chiediamo sin da subito che che venga ritirata l’annunciata delocalizzione con la procedura avviata oggi così come di non dare seguito agli esuberi”. Questa la reazione del governatore Fedriga.

“In quella come in altre occasioni – aggiunge il titolare del Mise – l’azienda finlandese ha sempre smentito qualunque dismissione assicurando un rinnovato interesse anche alla luce degli strumenti che il Mise aveva messo a disposizione”.

Di chiusura “inaccettabile e scellerata” parlano i Sindacati.