Wall Street in profondo rosso: le misure di Pechino non rassicurano

(Teleborsa) – Wall Street si conferma in profondo rosso a metà seduta, paralizzata dalla rinnovata sindrome cinese e dal nuovo crollo delle quotazioni del greggio.

I listini statunitensi hanno ridotto le perdite dopo aver appreso la decisione delle autorità cinesi di togliere il blocco automatico degli scambi in Borsa in caso di perdite elevate, salvo poi crollare nuovamente.

Nessuna reazione al dato sui sussidi alla disoccupazione da poco diffuso. I claims sono calati poco meno delle attese, anche se nel 2015 il numero di americani che ha richiesto sussidi è sceso ai livelli più bassi degli ultimi 42 anni.

Domani sarà rilasciato il Job Report che, a giudicare dall’ottima lettura dei dati ADP di ieri, potrebbe riservare sorprese positive.

Lo tsunami che sta investendo le piazze finanziarie di tutto il mondo ha messo in secondo piano anche le speculazioni sulle tempistiche del rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve dopo il rialzo del costo del denaro operato a metà dicembre.

Bocche cucite anche in seno al FOMC, dal momento che dai Verbali dell’ultimo meeting pubblicati ieri non sono emerse indicazioni sulla portata dell’exit strategy.

Tra i principali indici, il Dow Jones perde il 2,06%. Sulla stessa linea, l’Indice S&P-500 -2,16%, mentre il Nasdaq 100 è il peggiore con una discesa del 2,76%.

Unica tra le Blue Chip del Dow Jones a riportare un sensibile aumento è Wal-Mart.

Le peggiori performance, invece, si registrano su JP Morgan, Boeing e General Electric.

Ancora una giornata “no” per Apple su rumors di stampa secondo cui il colosso di Cupertino sarebbe in procinto di tagliare la produzione di iPhone 6S.

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