Wall Street debole in avvio. Si ragiona sul Job Report

(Teleborsa) – Partenza debole per la Borsa più grande del mondo, che tenta di assimilare il Job Report da poco diffuso.

I posti creati nel settore non agricolo statunitense nel mese di gennaio sono stati inferiori alle attese ma il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 5% per la prima volta dal 2008 e i salari medi sono saliti dello 0,5% a 25,39 dollari l’ora, con gli analisti pronti a scommettere sul fatto che quest’anno accelereranno molto per la sempre maggiore difficoltà delle aziende di reperire lavoratori altamente specializzati.

Il mix di dati, dunque, non ha fatto chiarezza sul reale stato di salute della prima economia al mondo, rendendo difficile prevedere le prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve.

Sempre dal fronte macroeconomico da rilevare i pessimi dati sull’export che hanno fatto aumentare ancora il deficit della bilancia commerciale statunitense.

Sulle prime battute il Dow Jones cede lo 0,29%; sulla stessa linea, in lieve calo l’indice S&P-500 -0,60%. In discesa il Nasdaq 100 (-0,7%), come l’S&P 100 (-0,5%).

In cima alla classifica dei colossi americani componenti il Dow Jones, Wal-Mart (+1,32%), Goldman Sachs (+1,31%) e JP Morgan (+0,55%).

Le più forti vendite, invece, si concentrano su Chevron, Johnson & Johnson, Nike e Exxon Mobil.

Wall Street debole in avvio. Si ragiona sul Job Report