Wall Street crolla sull’effetto petrolio e sui dati dell’inflazione

(Teleborsa) – Wall Street avvia gli scambi in pesante ribasso, risentendo ancora della sindrome cinese e del crollo del greggio. A penalizzare i mercati hanno poi contribuito alcuni risultati trimestrali che, pur attesi, hanno accresciuto il malumore degli operatori. E’ il caso della trimestrale di Goldman Sachs, che ha evidenziato un crollo dell’utile a causa degli oneri legali.   

Anche dai dati macro sono arrivate notizie negative, in particolare il pessimo dato sull’inflazione USA, che ha segnalato un ulteriore rallentamento a causa del crollo del petrolio. La Fed potrebbe così avere le mani legate a marzo, quando si riunirà per decidere se aumentare ancora i tassi d’interesse. Fra gli altri dati, deludente anche quello sul mercato edile, che smentisce un altro positivo pubblicato ieri.
 
Intanto, il Dow Jones lascia sul terreno l’1,68%, mentre  l’indice S&P-500 retrocede dell’1,68% a 1.850 punti. In forte calo il Nasdaq 100 (-1,79%).

Giornata da dimenticare per tutte le Blue Chip del Dow Jones, che mostrano una performance negativa.

Fra i peggiori si segnala IBM, che flette del 6,29%, sulle perplessità relative alla capacità del management di risollevare il gigante dell’informatica. 

Seduta drammatica per Chevron, che crolla del 4,59% e per Exxon Mobil che perde il 2,89%, a causa del mini greggio.

In apnea Cisco Systems, che arretra del 2,85%.

Invece, Goldman Sachs se la cava con scambi attorno alla parità dopo la trimestrale.

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