Volocity, Govigli (Atlantia): “Standard sicurezza al top. In futuro anche a guida autonoma”

(Teleborsa) – Volocity, il taxi volante sviluppato da Volocopter e scelto da ADR e dalla controllante Atlantia per la mobilità aerea urbana, è stato esposto a Roma, in pieno centro storico. Il velivolo, sarà visibile sino al 4 novembre, agli occhi dei passanti e dei curiosi. Ugo Govigli, Chief Innovation Officer di Atlantia, ci ha parlato di come funziona questo velivolo e delle sue caratteristiche tecniche.

“E’ un veicolo che sembra un giocattolo ma ha dietro più di 10 anni di studi approfonditi per definire qualsiasi dettaglio. E’ tutt’altro che un giocattolo”, ha sottolineato il manager di Atlantia, aggiungendo “teniamo presente che questo oggetto per poter volare dovrà essere certificato con gli stessi livelli di qualità di un qualsiasi velivolo di una compagnia aerea su cui oggi noi voliamo molto tranquillamente. Quindi standard di sicurezza elevatissimi”.

“Questo, in particolare, è un sistema con 18 rotori fissi.- ha spiegato – La pala dell’elicottero quando gira non fa solo un movimento circolare, ma si muove in modo ondulatorio per garantire lo spostamento nelle varie direzioni, mentre qui il movimento in avanti, indietro, laterale è garantito da fatto che ciascun rotore è orientato ni una maniera diversa, quindi per dare uno spostamento in una direzione o nell’altra semplicemente si dà più o meno potenza ad un rotore rispetto ad un altro e tutto in maniera automatica”.

“E’ un sistema completamente elettrico, i rotori sono quindi motori elettrici, tutti individuali ed autonomi l’uno dall’altro, alimentati da un pacco batterie che si trova sul retro“.

“Il Volocity – ha affermato Govigli – è un velivolo che pesa a vuoto 700 kg, più i 200 kg di massa trasportata previsti per passeggeri bagagli. Ovviamente in un taxi non può non esserci un portabagagli, specialmente chi atterra a Fiumicino avrà un bagaglio da trasportare e questo è l’alloggiamento”.

Inizialmente il sistema avrà un pilota ed un passeggero, quindi il sedile di sinistra sarà equipaggiato con una strumentazione assimilabile a quella di un elicottero. Successivamente – ha sottolineato il Chief innovation officer di Atlantia – il velivolo diventerà pilotato da remoto, con dei piloti come quelli che vediamo nei film, in una stanzetta che pilotano i droni, e in ultima fase sarà un drone a guida autonoma, quindi sarà guidato da un computer. Questo è il sistema che si avrà quando il cielo sarà solcato da un numero importante di velivoli di questo tipo, perché non ci potremo permettere errori umani, il computer ci garantirà un flusso continuo e sicuro di velivoli sopra la nostra testa”.

Parlando della tecnologia in grado di supportare l’operatività del taxi volante, Govigli ha affermato “il 5G ha tutte le caratteristiche per poter supportare la guida autonoma in un velivolo di questo tipo, ma dovremo vedere se nei tempi che a noi interessano il 5G sarà disponibile ovunque lungo la tratta che Volocity percorrerà e, specialmente, alle quote che a noi interessano, perché questo velivolo circolerà in una quota fra zero e 300 metri, che è una quota di volo che oggi non è regolamentata ed in cui il 5G non necessariamente arriva”.

La scelta – ha concluso il manager – sarà fare “accordi con gli operatori mobili per garantire la copertura oppure pensare a qualcos’altro, ma la guida autonoma sarà solo l’ultimo passo”.

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