Volkswagen, il capo della divisione USA se ne va…

Le cose si complicano alla Volkswagen, al centro di un terremoto, causato dallo scandalo delle emissioni truccate. La casa d’auto tedesca, che rischia seriamente di “rimetterci la faccia” e perdere la sua posizione di mercato a livello mondiale, sta faticosamente delineando un piano di rilancio ed austerità, delineato dal nuovo CEO Mathias Mueller.

Le cose, però, non vanno sempre nel modo giusto ed oggi, a quanto si mormora, il capo designato della divisione USA, Winfred Vahland, se ne è andato sbattendo la porta.

La società si è subito affrettata a tacitare le indiscrezioni di stampa che hanno rincorso queste dimissioni, affermando che la decisione non è legata allo scandalo, ma alle divergenze sulle strategie organizzative per la regione. E pensare che Vahland era anche indicato come uno dei papabili alla poltrona di CEO, una volta che la “cura Mueller” avrà sortito effetti benefici. 

Frattanto, la stampa tedesca mette a nudo l’entità della truffa ai danni della società: non sarebbe stato un “piccolo gruppo” di manager ad ideare la vicenda dei tst truccati, bensì sarebbero coinvolti una trentina di dirigenti, dunque, un gruppo piuttosto nutrito della “vecchia” gestione. Lo riporta il quotidiano Der Spiegel, secondo il quale si terrà domani un incontro del CEO con i vertici per aggiornare sullo stato delle indagini interne e delineare le azioni da intraprendere. 

Per la prima volta, oggi, il numero uno di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ha espresso le sue scuse nel corso di un’audizione al Senato, spiegando che i tagli di investimenti annunciati ieri dalla casa tedesca non riguardano né Audi né Volkswagen Italia.  

Nordio ha poi aggiunto che  la sospensione cautelare delle vendite in Italia di veicoli diesel “euro 5” ha riguardato complessivamente 1.300 veicoli. Restano fuori dal blocco le auto nuove “euro 6”.

Volkswagen, il capo della divisione USA se ne va…
Volkswagen, il capo della divisione USA se ne va…