Visione d’insieme e strategia comune: piano per rilanciare il Sud

(Teleborsa) – “Occorre una visione d’insieme tra tutti gli strumenti in campo, serve coerenza strategica tra i diversi livelli di programmazione e di attuazione degli interventi, così come occorre sinergia e pieno coordinamento tra tutti gli attori in campo. Stato, Regioni, Comuni ed altri enti territoriali non possono operare come compartimenti stagni, ognuno geloso delle proprie risorse, e forse del proprio racconto, ma sentirsi parte di una strategia unitaria e comune”. Lo ha detto la ministra per il Sud Mara Carfagna intervenendo a un’audizione nelle Commissioni Bilancio e Politiche europee di Camera e Senato.

“E’ quello che rivendichiamo in Europa, dobbiamo esserne anzitutto capaci a livello nazionale”, ha aggiunto. “Con questo spirito, ho inaugurato il mio ministero incontrando uno ad uno i presidenti di tutte le Regioni meridionali, così come l’Anci e le parti sociali. Questo dialogo culminerà i prossimi 23 e 24 marzo in una due giorni di ascolto e confronto, una vera e propria Consulta Pubblica sul futuro del Mezzogiorno, aperta ai contributi di tutti i cittadini, le istituzioni pubbliche e private, gli attori sociali e alcune delle voci più autorevoli del dibattito sul Sud”.

“Entro il 2023 il nostro Paese – ha proseguito – dovrà attuare 13,5 miliardi di interventi finanziati con REACT-EU, di cui oltre 8 relativi al Mezzogiorno. Entro il 2026 dovranno essere spesi 191,5 miliardi di interventi previsti nel PNRR. Entro il 2029 andranno spesi gli oltre 80 miliardi previsti per i Programmi europei per la coesione 2021-2027, mentre la programmazione dei 73 miliardi del Fondo per lo sviluppo e la coesione (nella formula “80 Sud, 20 resto del Paese”), si estende fino al 2032″. “Per il meridione, questo significa – escluso il PNRR, su cui tornerò – circa 100 miliardi di risorse disponibili – ha detto ancora Carfagna – su un orizzonte temporale di pochi anni. Programmarli è un impegno gravoso, saperli investire e spendere sarà una vera e propria responsabilità storica che le istituzioni si assumono nei confronti del Paese e soprattutto delle generazioni future.”

Quindi, un “invito pressante che rivolgo al Parlamento è il seguente: nella piena libertà e sovranità delle decisioni parlamentari, è utile che le risorse del FSC (Fondo sviluppo e Corsione) non siano più usate – come sovente accaduto in passato – come una specie di bancomat o di bottino cui attingere per la copertura di spese altrimenti difficili da finanziare. Distoglierle dal loro obiettivo in modo estemporaneo è sempre legittimo, se fatto dal Parlamento, ma non è lungimirante”.

La Ministra ha poi annunciato che “Nell’ottica di incidere con azioni mirate e rapide sui fattori che ostacolano lo sviluppo e che dunque inciderebbero negativamente sui risultati del PNRR, abbiamo avviato una sinergia di azioni e risorse con la Ministra della Giustizia, con riguardo al tema di gravissimo impatto, in particolare al Sud, della lentezza dei processi”. “Lo scopo – ha aggiunto – è diffondere nel meridione le buone prassi organizzative, già sperimentate in uffici giudiziari del Nord e attuare politiche di coesione sul territorio attraverso gli uffici di prossimità, finanziati dal Pon Governance”.

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