Visco sul salva-banche: “Chi ha sbagliato paghi”. Risparmiatori sul sentiero di guerra

(Teleborsa) – Resta nell’occhio del ciclone il decreto salva-banche, che ha creato un vero e proprio terremoto in Bankitalia, tanto dall’aver messo a rischio la stessa posizione del governatore Ignazio Visco.

Stando alle indiscrezioni di stampa, circolate nei giorni scorsi e subito smentite dal Quirinale, il numero uno di Palazzo Koch sarebbe stato anche pronto a dimettersi, ma in suo soccorso sarebbe intervenuto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che gli avrebbe rinnovato la sua fiducia. 

Intanto, Visco, in una intervista a La Repubblica, è apparso molto più sereno ed ha affermato: “Spero anche io che chi ha sbagliato paghi. E sono certo che la magistratura agirà in tal senso per punire i responsabili di reati”. Poi, ha spiegato che il decreto salva-banche è nato dall’esigenza di “mettere in sicurezza quattro banche che rappresentano una parte piccola, anche se territorialmente importante, del sistema creditizio italiano”. “Lo abbiamo fatto – ha aggiunto – per evitare danni molto peggiori a centinaia di migliaia di risparmiatori e imprese, per continuare a garantire il credito alle economie locali, per salvaguardare migliaia di posti di lavoro”.

Il Premier Renzi ha deciso di affidare i risarcimenti dei consumatori truffati con le obbligazioni subordinate ad un arbitrato, che sarà affidato all’authority anticorruzione (su questo tema vedi anche l’intervista al Consigliere di Stato Michele Corradino). Questa forma di tutela, tuttavia, non sarà per tutti, ma solo per i casi più gravi, che si contano in circa un migliaio. 

Nel frattempo, le associazioni dei consumatori-risparmiatori sono sul piede di guerra. In vista del sit-in del 22 dicembre di fronte alla sede di Bankitalia, Adusbef e Federconsumatori contestano l’ipotesi di far parte di un collegio arbitrale per risolvere la questione ed hanno chiesto un incontro la presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Le vittime di Bankitalia”, scrivono le due associazioni, “chiedono di essere ricevute per ascoltare storie di sacrifici e vite di lavoro di intere generazioni spezzate, per precise responsabilità dei banchieri di CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Popolare dell’Etruria, ma soprattutto per l’omessa vigilanza di Bankitalia e Consob” .

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