Visco: “Nessuno stigma sul MES”. Recovery privilegi istruzione e ricerca

(Teleborsa) – Istruzione e Ricerca sono due priorità per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Lo ha affermato il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al Festival dell’Economia di Trento, accennando anche alla opportunità di far uso delle risorse del MES, che rappresenta ancora un tabù per il Governo Conte, che sul tema resta diviso.

Quanto al Recovery, Visco ha sottolineato che occorre “operare sul basso livello di istruzione” per recuperare i “ritardi” che abbiamo rispetto all’UE sotto il profilo delle “risorse umane”. Ed è anche “essenziale” colmare il gap nella spesa per la ricerca.

Il Governatore ha parlato anche del MES, affermando “non vedo gravi problemi a usarlo: l’unico potrebbe essere quello dello stigma, ma quello stigma è legato a un cattivo utilizzo dei fondi o a una cattiva comunicazione”. Visco ha spiegato infatti che lo strumento ha “solo vantaggi” da un punto di vista economico, perché evita di dover andare sul mercato, ha una scadenza lunga di 10 anni, interessi più bassi di quelli di mercato e l’unica condizionalità che prevede è quella di impiegare le risorse per il settore sanitario. “È un programma di scopo”, ha spiegato Visco, ribadendo “non ci sono condizionalità come nei programmi tradizionali. In questo caso non c’è la Troika”.

Il numero uno di Palazzo Koch ha poi aggiunto che se l’Italia mostra di saper “utilizzare bene i fondi”, poi “ha maggiore facilità di raccolta sul mercato a condizioni migliori di quelle che ora, pur migliorate, non sono ancora vicine a Spagna e Portogallo”.

Parlando delle prossime emissioni di Bond europei per finanziare il Recovery, Visco ha paragonato questa nuova direzione della politica economica europea al “whatever it takes” (tutto quello che è necessario) inaugurato dalla BCE nell’era Draghi. “Le risorse del programma Next Generation EU possono contribuire a trasformare il contesto economico e sociale, accelerando le transizioni digitale e ambientale“, ha affermato Visco, auspicando che l’Italia possa cogliere questa opportunità per portare avanti le riforme, soprattutto per aumentare la produttività che è bassa da almeno tre decenni.

Non poteva mancare un accenno ala forza dell’euro che – conferma – genera “conseguenze negative” sull’economia e “pressioni negative sui prezzi” e quindi “deve essere monitorato”. “Dovremmo intervenire” se le presisoni si intensificheranno mettendo a rischio la stabilità dei prezzi, ha ammesso Visco, ipotizzando però anche uno scenario opposto, nel caso in cui “le misure già adottate” si rivelino “sufficienti”.

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