Vino, un’opportunità tutta da sfruttare per la filiera italiana

(Teleborsa) – Il vino rappresenta una grande opportunità per l’Italia, che conferma la sua leadership quanto a produzione ed una fortissima vocazione all’export. Le previsioni vedono il settore vitivinicolo proseguire un interessante trend di crescita nei prossimi 5 anni, con l’Italia che si sta riposizionando in un mercato sempre più competitivo ed in via di evoluzione quanto a consumi e commercio.

E’ quanto emerge dal l’Industry Book 2019 di Unicredit, uno studio elaborato annualmente sulle tendenze, dinamiche competitive e prospettive di sviluppo e crescita del variegato comparto vitivinicolo nazionale. Un report che arriva a pochi giorni dalla principale manifestazione del settore, Vinitaly, al via il prossimo weekend a Verona.

Italia leader per produzione – Nel 2018 la produzione di vino in Italia è stata molto abbondante (50,4 milioni di ettolitri) confermando il paese per il quarto anno consecutivo al primo posto a livello globale con una quota del 17% della produzione mondiale. L’Italia detiene anche il primato mondiale dei vini certificati DOP e IGP (523 prodotti), la cui produzione cresce rispettivamente del 21,7% e del 2,5%.

Consumi in crescita grazie a economie emergenti – Nell’arco degli ultimi 15 anni i consumi globali di vino sono aumentati del 6,6% annuo, ma la crescita è stata sostenuta perlopiù dalle economie emergenti sudamericane ed asiatiche, in particolare la Cina, che ha più che raddoppiato i suoi consumi. Gli Stati Uniti però si confermano il primo consumatore di vino (24% consumi totali) mentre l’Italia è al terzo posto (9,3% del totale).

Il fatturato ed export in forte crescita – Il settore del vino italiano conta circa 2 mila imprese e fattura oltre 11 miliardi di euro, l’8% circa del fatturato nazionale del settore Food&Beverage, con una propensione all’export elevata per 6,2 miliardi di euro di fatturato generato sui mercati esteri (il 54% del fatturato totale del settore). L’Italia detiene una quota del 19,8% dell’export mondiale che nel 2018 si aggirava sui 30 miliardi (+0,8%). Dall’analisi emerge come nell’ultimo decennio le esportazioni italiane di vino abbiano puntato sempre più sulla qualità, come rivela la rapida crescita delle vendite in valore (+5,2% medio annuo nel periodo 2007/2018) rispetto ai volumi esportati, rimasti invece quasi invariati (+0,3% nello stesso periodo). Gli USA rimangono il primo mercato di sbocco, seguiti
da Germania e Regno Unito, che insieme assorbono più della metà (53,6%) dell’export italiano globale. Tra i mercati di destinazione che crescono di più rispetto al 2017 si segnalano la Francia (+10,1%), la Svezia (+7,5%) e i Paesi Bassi (+5,6%).

I prossimi 5 anni sono tutti da giocare – Per il prossimo quinquennio l’OIV stima un fatturato mondiale del settore vino in crescita dell’1,5% annuo, tale da superare nel 2023 i 350 miliardi di dollari. A trainare i fatturati sarà la spesa globale e l’aumento dle reddito disponibile nelle econmie emergenti,m unito ad una preferenza per la qualità. Anche per l’Italia l’outlook si conferma moderatamente positivo, grazie soprattutto alla domanda estera, mentre per i consumi interni le stime rimangono più caute. I mercati più interessanti per l’export di vino italiano nel 2020 saranno, per i vini, la Cina dove sono previsti volumi di vendite in aumento dell’11,9%, il Canada (+6,5%) ed il Giappone (+4,2%), mentre per gli spumanti si guarda a Canada, USA e Cina, dove si dovrebbe registrare una crescita rispettivamente del 18,4%, del 14,6% e del 12,2%.

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