Pensioni: sempre più italiani chiedono la previdenza integrativa

Secondo Andrea Prosperi di Progroup il settore della previdenza integrativa e delle assicurazioni sanitarie private è soggetto a una crescita esponenziale

Sono sempre di più gli italiani che richiedono servizi di previdenza integrativa, come confermato ad Askanews da Andrea Prosperi, fondatore di Progroup, holding da anni attiva nel settore.

La previdenza integrativa nello specifico è un’aggiunta alla normale pensione statale, che i risparmiatori ottengono versando una parte del proprio denaro in un fondo apposito. Si rende necessaria, vista la continua diminuzione dei contributi erogati dallo Stato, per permettere ai pensionati di mantenere un tenore di vita decoroso, grazie a piani pensionistici individualizzati e pensati ad hoc sulle esigenze del singolo risparmiatore.
Secondo Prosperi le richieste sono in aumento, soprattutto dopo le nuove norme, tra cui la riforma Fornero, che stabilisce il calcolo della pensione in base a quanto versato negli anni dal lavoratore e non in relazione agli ultimi stipendi percepiti, oltre all’innalzamento dell’età pensionistica, con l’obbligo del raggiungimento della cosiddetta Quota 100, ovvero quando la somma tra gli anni anagrafici e di contributi è appunto pari a 100 o di meno, in base all’Ape Social.

Queste norme hanno portato a una crescente sfiducia da parte dei lavoratori nelle risorse erogate dallo Stato, che sta progressivamente portando a una drastica diminuzione delle possibilità economiche del domani degli italiani. Nonostante, come ricorda Prosperi, le pensioni siano uno di quei problemi o bisogni di cui spesso ci si rende conto troppo tardi “magari vedendo un nonno o un genitore che si prepara ad andare in pensione e si trova in grande difficoltà” gli italiani stanno iniziando ad investire nel settore sempre di più, non solo i singoli cittadini ma anche le aziende che riscontrano diverse problematiche anche per quanto riguarda il TFR (trattamenti di fine rapporto).

Oltre alle pensioni, si sono rese necessarie anche proposte di assicurazioni sanitarie private, visti i continui tagli e ritardi del sistema sanitario nazionale, sempre meno in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. Queste polizze private garantiscono l’accesso a ogni tipo di centro, anche privato, senza costi aggiuntivi, ovviamente pagando una cifra prestabilita al mese o all’anno.

Prosperi ha ribadito come l’interesse delle persone in questi servizi sia sempre maggiore, proprio per questo in campo finanziario c’è ancora spazio per una forte crescita nel settore. Si parla di un capitale che nel 2033 sarà intorno ai 90 miliardi di euro, con cinque italiani su dieci che usufruiranno di questi servizi. C’è già stata, infatti, una forte crescita del 26% nel 2016 e un’ulteriore progresso del 42% nel 2017, destinato ad aumentare ancora nei prossimi cinque anni. Il mercato deve iniziare quindi a ragionare sui servizi da proporre, ma soprattutto lo Stato dovrebbe intervenire per fare in modo che tutti i cittadini abbiano lo stesso accesso alle cure e possano permettersi un tenore di vita dignitoso, dopo aver lavorato per decenni.

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