Mes, via libera dell’Eurogruppo alla riforma: arriva il backstop

I ministri riuniti nell'Eurogruppo hanno raggiunto l'accordo previsto sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità e sul “paracadute”, il cosiddetto backstop, per il Fondo unico di risoluzione

Via libera alla riforma del Mes. I ministri riuniti nell’Eurogruppo hanno raggiunto l’accordo previsto sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità e sul “paracadute”, il cosiddetto backstop, per il Fondo unico di risoluzione.

La firma del trattato sarà a gennaio, ha anticipato il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe, in conferenza stampa al termine della riunione, dopodiché partiranno le procedure nazionali di ratifica.

La riforma del Mes

Dopo tre lunghe ore di confronto, finalmente la decisione, senza alcun veto da parte italiana. Ma va detto che il vero tema centrale, quello della linea di credito sanitaria, al centro del dibattito politico italiano, non è neanche stato sfiorato. In pratica, questa riforma non ha nulla a che vedere con i 36 miliardi che si potrebbero prendere a prestito ad un tasso ridotto rispetto al tradizionale finanziamento tramite titoli di Stato.

Anche se tiene banco da mesi, forse non tutti sanno ancora esattamente cos’è il Mes. È un’organizzazione internazionale a carattere regionale con sede in Lussemburgo nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. Nasce nel 2011 con alcune modifiche al Trattato di Lisbona, in anticipo di ben due anni a causa dell’aggravarsi della crisi del debito, ed è ufficialmente operativo da luglio 2012.

La riforma del trattato ridisegna gli aiuti tradizionali del Mes con l’obiettivo di prevenire le crisi, invece che curarle una volta scoppiate. L’intento della riforma, avviata oltre due anni fa, è rafforzare e semplificare l’uso degli strumenti a disposizione del Mes prima del salvataggio di un Paese, ovvero le linee di credito precauzionali, utilizzabili nel caso in cui un Paese venga colpito da uno shock economico.

Via il Memorandum, ok al backstop

La riforma eliminerebbe il tanto odiato Memorandum, quello che ha imposto pesantissime condizioni alla Grecia, giusto per capirci, sostituendolo con una lettera d’intenti che assicura il rispetto delle regole del Patto di stabilità.

La novità di oggi è l’introduzione del backstop per il Fondo unico di risoluzione (il cosiddetto Single Resolution Board) all’inizio del 2022, due anni prima del previsto. L’anticipo è stato possibile perché è stata accertata un’importante riduzione dei rischi nei bilanci delle banche dell’area euro.

Il backstop, di fatto un garante di ultima istanza, sarà una linea di credito fornita dal Mes che mitigherà gli effetti del fallimento di una banca dell’Eurozona, ha spiegato il direttore generale del Mes Klaus Regling. È uno dei pezzi mancanti del puzzle dell’Unione bancaria che per l’Italia aveva fortemente pressato.

Il commento di Gualtieri

Il testo diffuso dall’Eurogruppo al termine della riunione di oggi è “equilibrato” e “ha richiesto una discussione e un negoziato intenso”. Esprime soddisfazione il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che sottolinea come sia in linea con le richieste e le condizioni italiane: nessun irrigidimento in vista, infatti, per le regole di supervisione bancaria e tutti gli attuali elementi di flessibilità restano confermati.

Tutti gli Stati membri hanno compiuto sufficienti progressi sul piano della riduzione dei rischi per consentire questa introduzione anticipata del backstop.

L’Italia, ha voluto sottolineare Gualtieri, figura tra coloro che hanno compiuto questi progressi “e non tra coloro che, pur avendoli compiuti, devono essere menzionati come Paesi che non hanno superato i benchmark indicati nel 2018”. “È anche un riconoscimento dei progressi compiuti dal sistema bancario italiano, che oggi appare solido e non più collocato, come è stato per molto tempo, tra quelli con elementi di fragilità”.

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