Cos’è il “flash crash” che ha fatto crollare le Borse

Miliardi di euro in fumo nel giro di meno di mezz'ora: così il "flash crash" ha fatto crollare inaspettatamente le Borse in tutta l'Europa

Panico per le Borse europee a causa di un flash crash, un crollo repentino degli indici avvenuto intorno alle 10 del mattino di lunedì 2 maggio 2022. Questo termine è stato per la prima volta utilizzato a Wall Street 12 anni fa, il 6 maggio 2010, quando precipitò Dono Jones, portando con sé anche il Nasdaq. In soli 20 minuti andarono in fumo miliardi di dollari di valore di mercato delle azioni americane.

Il tracollo del 2 maggio 2022 ha interessato le Borse di Stoccolma, Copenhagen e Oslo, con gli indici scesi fino all’8%. Anche Piazza Affari è stata travolta, con punte del -3,8%, per poi salire, rimanendo però sempre in negativo.

Che cos’è un flash crash e perché avviene

Il flash crash è un improvviso e profondo crollo dei prezzi azionari che si risolve in brevissimo tempo. È spesso causato dagli algoritmi e delle tecnologie che regolano i moderni scambi di mercato, ma può essere innescato anche dall’intervento dell’uomo, accidentale o mirato, come nel caso di un attacco hacker.

È dovuto in genere a fenomeni come il trading algoritmico e il trading ad alta frequenza, che a causa della velocità delle transazioni possono far perdere – e recuperare – miliardi di dollari nel giro di pochi minuti.

Le ipotesi dietro il flash crash del 2 maggio

Inizialmente si era pensato a un errore tecnico dovuto ai software, a un attacco hacker da parte di un sistema straniero, o addirittura a una transazione particolarmente rilevante da parte di un broker, come ipotizzato dall’operatore di Borsa Nasdaq Stockholm.

Tra gli scenari possibili anche l’errore di un trader, con una reazione a catena che ha destabilizzato il mercato, già colpito da un volume di scambi particolarmente basso a causa della chiusura della Borsa di Londra per la Feste delle Banche in tutto il Regno Unito e dei ribassi delle Borse europee a causa dell’incognita rappresentata dal rallentamento della crescita economica in Cina, di cui vi abbiamo parlato qua, dall’inflazione e dal rialzo dei tassi di interesse di Fed e Boe.

Cosa ha causato il flash crash del 2 maggio

A svelare i dettagli di quanto è accaduto è stata Citigroup, multinazionale americana di banche di investimento e società di servizi finanziari con sede a New York. Uno dei trader del gruppo ha commesso un errore nell’inserimento di una transazione nei terminali. Il problema è stato risolto nel giro di pochi minuti, ma tanto è bastato per far crollare le Borse in tutta Europa.

La svendita involontaria di azioni del mercato svedese ha causato la caduta dei mercati da Parigi a Varsavia, con un calo degli indici medio di oltre il 3% e la distruzione di 300 miliardi di euro.

Un incidente che riporta il dibattito pubblico a interrogarsi sulla presenza di adeguati sistemi di salvaguardia per la finanza globale, che può essere messa in ginocchio da un singolo errore umano o da un’automazione digitale, oltre che da interventi deliberati di un solo player.

Citigroup sarebbe ora discutendo con gli enti regolatori per constatare l’entità del danno economico ed eventuali misure per cercare di rimediare al flash crash che ha destabilizzato le Borse del Vecchio Continente. Che stanno già facendo i conti con lo spettro della stagflazione in molti Paesi, come spiegato qua, e con il crollo dell’Euro, di cui vi abbiamo parlato qui.