Euro digitale in arrivo: l’Unione Europea prepara la sua criptovaluta

La Banca Centrale Europea ha presentato un report che apre la strada a una criptovaluta continentale

I tempi del boom dei Bitcoin e delle altre criptovalute sono ormai lontani (o, almeno, sembrano esserlo), con la valutazione ben al di sotto dei massimi raggiunti tra fine 2017 e inizio 2018. Nonostante ciò, l’hype attorno a questi strumenti finanziari digitali non è affatto sceso. Anzi: Facebook, ad esempio, è impegnata a creare una criptovaluta (Libra) da utilizzare per pagamenti e per consentire lo scambio di denaro tra gli utenti delle sue piattaforme. La Cina, invece, ha recentemente lanciato una delle prime criptovalute di stato e, presto, potrebbe essere seguita anche dall’Unione Europea.

BCE: al lavoro sull’emissione di un Euro digitale

La Banca Europea ha infatti diffuso un documento nel quale si dice, a chiare lettere, di star lavorando sulla creazione ed emissione di un Euro digitale anche se il “Consiglio direttivo non ha ancora assunto una decisione”. Come si legge nella descrizione del report pubblicato sul sito della BCE, “l’Euro digitale può supportare gli obiettivi dell’Eurosistema fornendo ai cittadini uno strumento di pagamento digitale sicuro in un mondo in rapido cambiamento”.

L’obiettivo, infatti, è quello di creare una valuta digitale che i cittadini e le attività economico-produttive dell’Unione possano utilizzare per i pagamenti online. Ovviamente, si tratterebbe di una moneta “parallela” all’Euro fisico, che continuerebbe a essere emesso così come accade oggi. Insomma, uno strumento complementare, che consentirà di fare pagamenti online in piena sicurezza.

Euro digitale, consultazione pubblica a partire dal 12 ottobre

E, a dispetto di quanto si possa pensare, l’Euro digitale potrebbe arrivare prima di quanto si pensi. Gli economisti dell’Eurotower hanno infatti deciso di accelerare i tempi e già dal prossimo 12 ottobre verrà aperta una consultazione pubblica “per confrontarsi con i cittadini il mondo accademico, il settore finanziario e le autorità pubbliche”.

Come si legge nel report, infatti, l’Euro digitale “deve essere accuratamente progettato”, per evitare di creare uno strumento mozzo o, ancora peggio, insicuro. E non solo per le finanze dei cittadini o delle aziende: una criptovaluta di stato che non sia stata progettata per bene potrebbe infatti mettere a rischio la stabilità finanziaria e monetaria dell’intera Eurozona.

In particolare, l’obiettivo è evitare che l’Euro digitale diventi oggetto di speculazione finanziaria, e sia utilizzato come strumento di investimento anziché mezzo di pagamento. Insomma, che la criptovaluta dell’Unione Europea venga presto snaturata e diventi un’arma nelle mani degli speculatori finanziari.

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