Gli enti locali hanno debiti per 87 miliardi di euro : chi sono i creditori

La situazione debitoria in Italia viaggia su paralleli opposti, ed a risentirne sono gli enti locali minori

Per un debito pubblico, quello nazionale, che continua ad impennarsi, c’è in Italia una tendenza che viaggia esattamente in direzione opposta. Sarà forse merito del risanamento imposto dallo Stato Centrale, con le sue forte richieste di sacrifici?

Dal 2012 ad oggi, si è notato un netto miglioramento della situazione per quanto riguarda, in particolar modo, gli enti locali, che hanno avuto la capacità di abbassare la percentuale di indebitamento nonostante i periodi di ristrettezza affrontati. Restano pur sempre cinque anni, in cui, si sarebbe potuto forse fare di più ed ottenere risultati più evidenti.

L’unica cosa certa, al momento, sono i numeri, che vedono una riduzione dei debiti accumulati dalle amministrazioni locali rispetto al Prodotto Interno Lordo. Ad oggi, alcuni dati risultano ancora allarmanti, ma si può già parlare di regioni distinte che mantengono un rapporto debito\PIL al di sotto del 2%. Non esiste, in questo caso, distinzione fra Nord e Sud, o settori di appartenenza.

In questo circolo di creditori e debitori, il pericolo è nei comuni, che risultano essere complessivamente i più indebitati secondo le statistiche del 2017. Parliamo di debiti pari a 39 miliardi e 440 milioni, superando addirittura i 31 miliardi dovuti dalle regioni, in particolare modo, nelle regioni del sud e del centro.
A soffrire maggiormente di questa situazione sono stati gli enti locali minori, i quali hanno visto un taglio alle proprie spese pari a circa il 46% rispetto al 2012. Tra queste, figurano le piccole comunità montanare e insulari.
Di riflesso, la situazione è stata risentita in maniera minore dalle città metropolitane, che rispetto al 2012 sono riuscite a risanare appena un miliardo, producendo di conseguenza il risultato più negativo per quanto riguarda l’aspetto sanatorio.

Le tipologie di debito contratte dagli enti territoriali sono principalmente quelli da IFM, cioè le istituzioni finanziarie monetarie: le banche e la Cassa di Depositi e Prestiti, con un totale di circa 63 miliardi, ammontante al 72% del totale. La restante parte è divisa tra titoli di stato emessi dall’Italia, titoli emersi verso l’estero e banche straniere.  Chiaro, quindi, che l’indebitamento sia legato agli investimenti. Le campane, in tal senso, sono due, divise tra chi critica ferocemente i risultati ottenuti e chi, invece, difende la politica di spesa, asserendo che ogni investimento possa tradursi, nel lungo periodo, in benefici.

Ovviamente, la soluzione sarebbe quella di riuscire a ripagare i debiti in maniera tale da garantire l’uguaglianza tra i benefici ottenuti ogni anno, rispetto al totale, e la quota annua delle spese di ammortamento. Di sicuro, quello che sta avvenendo negli ultimi cinque anni è un problema di grosse dimensioni e con un forte impatto sulla qualità della vita nella nostra penisola, che, molto probabilmente, si potrebbe risolvere operando sull’eventualità di vincolare il rischio di free riding dei governi locali.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Gli enti locali hanno debiti per 87 miliardi di euro : chi sono i&nbsp...