Perché Elon Musk ha deciso che non si potrà comprare una Tesla con i Bitcoin

Le parole del miliardario sono bastate a far crollare la criptovaluta del 19%

Elon Musk è un grande sostenitore delle criptovalute. Ma non quando si tratta di Bitcoin, probabilmente la più famosa di tutte le monete virtuali. Una cosa impressione della querelle Musk-Bitcoin.  Ovvero il crollo della seconda che Musk è stato in grado di provocare tramite le poche battute contenute in un tweet. “Siamo preoccupati per il rapido aumento dell’uso di combustibili fossili per l’estrazione e le transazioni di Bitcoin, in particolare di carbone, che ha le peggiori emissioni di qualsiasi combustibile – così il miliardario sul social dei cinguettii – la criptovaluta è una buona idea a molti livelli e crediamo che abbia un futuro promettente, ma questo non può avere un grande costo per l’ambiente”.

Concretamente, l’annuncio di Musk si rivolve nell’impossibilità di acquistare le automobili Tesla tramite Bitcoin. Una decisione che ha avuto come conseguenza il crollo del 16% nelle quotazioni della criptovaluta, le cui quotazioni hanno raggiunto la soglia di 46mila dollari. Ma cosa intende il più famoso tra i fondatori di PayPal quando fa riferimento all’impatto dei Bitcoin sull’ambiente?

Perché il miliardario di PayPal ha affossato i Bitcoin

Forse non tutti sanno che il processo di generazione della celebre criptovaluta necessita di computer dalle prestazioni straordinarie, in grado di risolvere calcoli estremamente complessi. Sono dunque necessari processori a elevatissime prestazioni e macchine molto potenti. Quello che in gergo tecnico si chiama “mining” dei Bitcoin richiede la messa in funzione di un supercomputer, ognuno dei quali ha in dotazione decine di processori. Di conseguenza devono essere adoperati sistemi di raffreddamento molto efficienti e che richiedono grosse quantità di energia. Un’immagine particolarmente evocativa dei requisiti di funzionamento di queste “fabbriche” da Bitcoin l’ha fornita un’equipe di ricercatori dell’Università di Cambridge. Secondo i quali l’elaborazione a livello richiede una quantità di energia pari a quella in grado di soddisfare l’intero fabbisogno energetico di un paese della grandezza dell’Argentina.

La luna di miele di Elon Musk con le criptovalute e il progetto di portarne una sulla Luna

Le dichiarazione di Musk sono sorprendenti anche per un’altra ragione. Il promotore delle più ardite esplorazioni spaziali è un fervente appassionato di Dogecoin, la criptovaluta nata per scherzo (il logo ufficiale è lo Shiba Inu – un cane giapponese – dei meme) e apprezzatasi proprio grazie ai ripetuti endorsement di Musk. Uno degli ultimi, abbastanza convincente da stabilizzare il prezzo dei “DOGE” a 50 centesimi (è successo lunedì), ha riguardato il finanziamento della missione lunare “DOGE-1 Mission to the Moon”. Che potrà avvenire anche in Bitcoin.

Tra le imprese di Musk che hanno fatto scalpore, il piano per un inedito record lunare e la metropoli nel deserto dal nome “stellare”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché Elon Musk ha deciso che non si potrà comprare una Tesla con i...