Dumping: significato ed implicazioni economiche

Un pratica scorretta riguarda da vicino le imprese italiane e d europee. L'Unione europea adotta provvedimenti contro la Cina

Con il termine dumping si indica la pratica di commercio sleale che consiste nel vendere un prodotto in un altro Paese ad un prezzo molto più basso rispetto a quello praticato sul mercato di origine.

Questa pratica scorretta riguarda da vicino le imprese italiane ed europee costrette a fare i conti con i costi imposti dai mercati emergenti. Contro i prezzi stracciati, l‘Unione europea sta cercando di porre rimedio adottando diversi provvedimenti.

Il principale Paese che mette a rischio le imprese del Vecchio Continente vendendo merci a prezzi inferiori a quelli praticati al proprio interno è la Cina. Il gigante asiatico fino ad oggi ha ricevuto 53 provvedimenti ed è sottoposto a ben 6 ulteriori indagini. Questi provvedimento consistono in dazi che hanno l’obiettivo di riportare i prezzi delle merci che entrano in Europa a livelli normali. L’unico Paese non asiatico presente nella classifica è la Russia mentre i settori produttivi maggiormente colpiti dal dumping sono quello metalmeccanico e manifatturiero.

Un esempio chiaro di quanto il dumping affligga e abbia implicazioni sull’economica nostrana sono i dati rivelati dall’associazione europea dei produttori di pneumatici e articoli in gomma. Nel 2018 le vendite di pneumatici ricostruiti nella UE sono state 4,54 milioni. Rispetto al 2017 vi è stata una crescita del 2,1% Ad incidere sulla crescita è stata l’entrata in vigore nel 2018 dei dazi europei sulle importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarro dalla Cina. Dal 2012 al 2017 il mercato europeo del ricostruito ha fatto registrare anno dopo anno una notevole contrazione delle vendite. I cali si sono susseguiti costantemente e, in alcuni casi, sono stati piuttosto marcati (-5,7% nel 2015 e -6,5% nel 2016).

I dazi sono stati istituiti per contrastare pratiche di dumping in relazione alle importazioni di pneumatici dalla Cina. Un’inchiesta approfondita avviata dalla Commissione europea l’11 agosto 2017, infatti, ha riportato elementi di prova sufficienti sull’esistenza di tali pratiche di dumping. Dall’inchiesta, che ha preso in considerazione il triennio 2014-2016, era emersa una massiccia importazione di pneumatici dalla Cina con sottoquotazioni fino al 31% rispetto al valore di mercato. Tale situazione, a sua volta, ha influito in modo diretto e significativo sul calo delle quote di mercato e di redditività detenute dai produttori e dai ricostruttori di pneumatici all’interno dell’Unione Europea.

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