Dal caffè alla pizza: cosa cambia se sale l’Iva

L'Iva potrebbe aumentare e di conseguenza anche prodotti alimentari, bollette e molto altro

Odiata e anche un po’ temuta, l’Iva torna a far parlare di sé e ancora una volta per un suo possibile aumento.

Quanto costeranno i beni di prima necessità? Saranno interessati dall’aumento dell’Iva? Sono queste alcune delle domande che gli italiani si stanno ponendo. Le risposte inziano ad arrivare grazie anche i primi calcoli effettuati dalle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori.

In questo modo infatti, è possibile avere una prima panoramica generale (nel caso in cui l’aumento Iva diventasse effettivo) per capire quanto impatterebbe a livello economico sulla vita quotidiana degli italiani. Come già stabilito dalla legge di Bilancio, l’aumento riguarderebbe tutte le aliquote Iva, dunque non solo quella ridotta ma anche quella ordinaria.

A fare la differenza saranno le “clausole di salvaguardia”: se non dovessero essere disinnescate, l’Iva sarà destinata al rialzo. Ma in quale modo? In realtà, l’aumento sarà più che tangibile sulle tasche degli italiani in quanto i rialzi riguarderanno il settore alimentare (dunque i prodotti che si consumano con una certa frequenza), ma anche le bollette, i veicoli, l’abbigliamento.

Secondo i calcoli effettuati dal Codacons a riguardo, con l’aumento dell’Iva ridotta che dal 10% passerebbe al 13% e di quella ordinaria che dal 22% passerebbe al 26,5%, si passerebbe ad esempio a pagare un’auto di media cilindrata dagli attuali 16.775€ a 17.394€.

L’effetto rialzo dell’Iva graverebbe anche sulle utenze domestiche. Sempre secondo il Codacons, la bolletta del gas passerebbe da 1.096€ a 1.126€.

Gli effetti saranno visibili anche nel momento in cui si effettueranno gli acquisti quotidiani o magari settimanali. Ad esempio un caffè al bar dagli attuali 90 centesimi (in media) arriverebbe a costare 93 centesimi. Una pizza margherita invece, non costerebbe più 6.85€ circa, ma arriverebbe a 7,04€.

Allo stesso modo, se si deve acquistare un nuovo smartphone bisognerà spendere circa 828,00€ a fronte degli attuali 799€. Si tratta dunque di aumenti di alcune centinaia di euro, che sommate tutte insieme possono fare la differenza e pesare sul portafogli.

E se le famiglie italiane sono preoccupate di fronte a questo scenario, sembra essere più tranquillo il ministro dell’Economia Tria che in riferimento alla compatibilità tra la possibile sterilizzazione delle clausole e la flat tax, si è così espresso: “Credo che non sia questo il problema centrale dell’economia italiana”.

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