Via della seta Italia-Cina: si parte con le arance di Sicilia

Il primo carico di arance siciliane è arrivato ieri a Ningbo in Cina, mentre è attesa la visita ufficiale del presidente Xi Jinping in Italia dal 21 marzo.

Il primo container di arance rosse provenienti dalla Sicilia è arrivato ieri sera al porto di Ningbo, nella Cina Orientale, riaprendo questa via commerciale.

Il carico era partito nei primi giorni di febbraio, con un arrivo previsto dall’azienda produttrice, Oranfrizer, intorno al 18 marzo, con un progetto iniziato nel 2017.

Questo approdo è avvenuto quasi in contemporanea alla prima visita del presidente cinese Xi Jinping, che sarà in Italia dal 21 al 23 marzo con una delegazione di circa 500 persone al seguito, per la sua prima visita ufficiale, e continuerà poi con gli incontri in Europa fino al 26.

Le arance, prevalentemente qualità moro e tarocco, sono state trasportate da due container Oranfrizer, di circa 12 metri, per un totale di 40 tonnellate. Ieri sera si sono concluse le operazioni di scarico, alla presenza anche di una TV locale di Shanghai, e tutti i frutti risultano essere in buone condizioni. L’esito di questo viaggio, secondo Salvo Laudani, marketing manager dell’azienda, si può considerare molto positivo.

I prossimi passi saranno l’ingresso del prodotto italiano sui banchi di alcuni dei punti vendita della Gdo locale e la promozione, volta a far conoscere tutte le caratteristiche che rendono le arance siciliane uniche. A questo proposito il 23 marzo si terrà una cerimonia inaugurale per festeggiare l’arrivo dei primi agrumi italiani, mentre successivamente si svolgeranno altri eventi promozionali come l’incontro a Shanghai al Jinxiu DongJiao Industrial Park, in collaborazione con il Consolato, oltre a diversi altri eventi sul territorio.
Il CEO di Oranfrizer, Nello Alba, pensa già in grande, come si legge nel comunicato dell’azienda, nel quale ha dichiarato: “ci auguriamo che questi due container possano diventare presto 20 e in futuro 200”.

L’apertura di questa rotta commerciale è stata fortemente voluta dal vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che durante le precedenti visite nel Sol Levante si era impegnato fortemente per raggiungere questo obiettivo. Un altro step fondamentale è l’accordo sull’export di agrumi per via aerea, già provvisoriamente applicabile, come confermato dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio.

“L’accesso delle arance italiane nel mercato cinese, è un successo ottenuto attraverso appositi negoziati condotti dal governo italiano con le competenti autorità, con il duplice obiettivo di sostenere l’economia italiana e i nostri produttori, e al contempo soddisfare la domanda cinese di prodotti agroalimentari salubri, sicuri e di comprovata qualità” dichiara, infatti, Ludovica Murazzani, del Consolato Generale d’Italia a Shanghai.

Questa operazione è parte dell’adesione del nostro paese alla Belt and Road Initiative (BRI), o Nuova Via della Seta, insieme a più di 60 paesi tra Asia, Africa ed Europa. Si tratta di un gigantesco progetto di rafforzamento delle connessioni della Cina con collegamenti in Europa attraverso il mar Cinese Meridionale e il Mediterraneo, passando per l’Oceano Indiano e il canale di Suez.

L’Italia è il primo paese dei G7 ad aver dichiarato la propria adesione, non senza aver scatenato la preoccupazione degli Stati Uniti e di Bruxelles, nonostante il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbia assicurato che si tratta solamente di “un’intesa programmatica” basata su una “attenzione economico-commerciale pienamente legittima” prevalentemente per l’effetto molto positivo che avrà sulle esportazioni del nostro paese.

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