Venezuela, Pil in calo del 25% nel 2019

(Teleborsa) – A quasi quattro mesi dall’autoproclamazione di Juan Guaidò come Presidente ad interim e a pochi giorni dalla decisione da parte dell’Assemblea nazionale non riconosciuta di togliergli l’immunità parlamentare, continua ad imperversare il caos in Venezuela.

Nel paese sudamericano la crisi si fa sentire sotto ogni aspetto, partendo dai servizi indispensabili per la persona. L’assenza di luce e di trasporti, la violenza per le strade, l’emergenza sanitaria ed umana, sono solo alcune delle testimonianze drammatiche della vita in Venezuela, che resta al centro di una crisi economica senza precedenti. Sotto quest’ultimo fronte, dagli alti esperti del settore, non arrivano rassicurazioni che facciano presagire un avvenire migliore nel breve periodo e, anzi, si prevede uno scenario estremamente serio.

La Banca Mondiale nel suo rapporto biennale sull’America Latina ed i Caraibi ha previsto che l’economia del Venezuela subirà un’ulteriore contrazione del 25% entro la fine del 2019 dopo il calo del 17,7% registrato nel 2018.

Se poi si confronta il valore del PIL attuale e previsto con quello del 2013, anno in cui l’attuale presidente Maduro subentrò al leader Hugo Chavez, si evidenzia una diminuzione di 60 punti percentuali. Stime che spingono la Banca mondiale a definire la situazione venezuelana “la più grande implosione progressiva registrata nella zona dall’inizio dell’età moderna”.

E non va meglio sul fronte dell‘inflazione, che è letteralmente esplosa e si stima che crescerà ad un ritmo percentuale di 10 milioni di punti per fine anno, a conferma di quanto indicato dal FMI a fine ottobre.

Venezuela, Pil in calo del 25% nel 2019