Veneto Banca, Pignatone: “finanziamenti baciati per almeno 350 milioni di euro”

(Teleborsa) – “Non possiamo ritenere che non ce ne siano di più, ma riteniamo che siano accertate operazioni di finanziamenti baciati quanto meno per 350 milioni di euro”.

E’ quanto ha spiegato il Procuratore Giuseppe Pignatone – che è a capo dell’ufficio che si sta occupando di due reati, ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio, ipotizzati a carico dei manager di Veneto Banca, Vincenzo Consoli e Flavio Trinca – durante l’audizione davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, in merito all’indagine sull’ipotesi di ostacolo alla vigilanza in Veneto Banca.

I finanziamenti “baciati” sono prestiti concessi da una banca in cambio dell’acquisto di azioni della stessa. Il magistrato ha parlato di “intercettazioni decisive sui terzi e di perquisizioni” in indagini che sono state complesse e su cui la Procura non si è limitata a leggere i “verbali ispettivi della Banca d’Italia”.

A proposito di ipotizzate contestazioni all’operato di Banca d’Italia sotto il profilo della vigilanza, Pignatone ha dichiarato che ieri, 23 ottobre, è arrivato “un secondo esposto di D’Aguì”, l’ex Amministratore Delegato del gruppo Banca intermobiliare (BIM, controllata da Veneto Banca) ed è in corso una “valutazione che speriamo di concludere a breve”. 

Sul primo esposto presentato da D’Aguì “abbiamo una attività d’indagine in corso, abbiamo fatto una richiesta di documentazione alla Banca d’Italia, arrivata da da poco”, ha poi precisato il Procuratore, spiegando che Vincenzo Consoli, ex AD di Veneto Banca, ha riferito che la Banca d’Italia era a conoscenza dei meccanismi gestionali anche con riferimento ai finanziamenti e alle valutazioni del merito creditizio” ma la Procura al momento “non ha ravvisato profili di rilevanza penale”.

Il Procuratore ha poi affermato che i risparmiatori di Veneto banca potranno costituirsi “parte civile” nel processo penale della procura della Repubblica di Roma nell’ambito del quale si indaga sull’ipotesi di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio “che sta per cominciare”, ricordando che gli atti “sono stati ritrasmessi per competenza alla procura di Treviso” per le ipotesi, il “condizionale è d’obbligo”, di “truffa nei confronti dei risparmiatori”. 

Da rilevare che poco dopo l’avvio della sua audizione in Commissione., Pignatone ha chiesto al Presidente della stessa commissione, Pier Ferdinando Casini, di “disporre la seduta segreta per qualche minuto” per “riferire di due circostanze che possono interessare la commissione”. 

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