Venerdì nero per Piazza Affari. In rosso anche le altre Borse europee

(Teleborsa) – Giornata da dimenticare per Piazza Affari, che chiude l’ultima sessione della settimana in forte calo a causa delle vendite diffuse su tutti i settori.

Deboli, invece, le altre Borse europee, complice anche il malumore di Wall Street, dove l’indice S&P500 sta cedendo l’1,5%.

L’attesissimo Job Report statunitense, il dato market mover della giornata, molto importante per tentare di anticipare le prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve, ha riservato sorprese sia positive che negative.

La crescita degli occupati nel settore non agricolo è stata inferiore alle attese degli analisti, ma il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 5% per la prima volta dal 2008 e i salari sono aumentati.

Resta dunque difficile prevedere se a marzo la Fed opererà un altro ritocco al rialzo del costo del denaro.

Vuota, invece, l’agenda macroeconomica dell’Eurozona – ad eccezione degli ordini all’industria della Germania, colati a picco – mentre risuona ancora il peggioramento delle stime economiche operato ieri dalla Commissione europea.

Sul valutario, cautela sull’Euro / Dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,54%.

Tra le commodities, invece, l’Oro è immobile mentre il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) lima lo 0,22%.

Peggiora lo Spread, toccando i 125 punti base, con un aumento di 4 punti base rispetto al valore precedente, con il rendimento del BTP decennale pari all’1,56%.

Tra i mercati del Vecchio Continente, Francoforte, che soffre un calo dell’1,14%, vendite su Londra, che registra un ribasso dello 0,86%, e seduta negativa per Parigi, che chiude gli scambi con una perdita dello 0,66%.

A Milano, forte calo del FTSE MIB (-2,13%), che scivola a 17.250 punti.

Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, volano Cnh Industrial, Banca Mediolanum e Banca Mps, unica banca, insieme a UBI Banca, in territorio positivo. I due Istituti beneficiano delle speculazioni su una possibile fusione.

Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, altre due realtà in odore di matrimonio anche se comincia a innervosire la mancanza di indicazioni da parte delle dirette interessate.

Tonfo di Poste Italiane e di Finmeccanica, quest’ultima in scia all’intervento di Consob sull’OPA promossa da Hitachi su Ansaldo STS.

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