Vendere acqua in bottiglie di plastica esposte al sole è reato

Multe per i commercianti che non conservano correttamente le bottiglie di plastica: lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza

La salute viene prima di tutto. E a tutelarla ci pensa anche lo Stato con legislazioni regolate su misura dei consumatori.

Ci sono beni di largo consumo come ad esempio l’acqua, che viene confezionata in bottiglie di plastica. Sono molto comuni e facili da reperire, ma come per tutti gli altri prodotti, anche le bottiglie di acqua devono seguire delle regole precise per assicurare che il contenuto arrivi integro tra le mani – e di conseguenza nell’organismo – di chi le compra.

La plastica infatti, se esposta al caldo e al sole, tende a riscaldarsi. Così facendo, questo materiale – tra i più inquinanti al mondo – rilascia delle particelle, le microplastiche, all’interno del liquido contenuto, che di conseguenza viene ingerito dal consumatore. Si tratta di un principio valido non solo per l’acqua, ma anche per tutte le sostanze liquide confezionate in materiali plastici. La salute può essere fortemente compressa, se l’assunzione di bevande contenenti queste particelle, avviene in maniera ripetuta e per diversi anni. La contaminazione da microplastiche è stato oggetto, proprio poco tempo fa, di una denuncia da parte del Codacons: in seguito a un’analisi approfondita, in alcune bottiglie erano state riscontrate microparticelle rilasciate dalla plastica.

Le sanzioni previste per i commercianti che non rispettano le regole possono arrivare fino a 1.500€. Quando si concretizza la violazione? Viene considerata tale, non solo quando le bottiglie messe in vendita sono state esposte in precedenza al sole, ma anche quando non c’è un accertamento del danno al bene tutelato. Basta però accertare che siano state commesse azioni “idonee a determinare il pericolo di un danno o deterioramento dell’alimento”. Analisi di laboratorio, foto e testimonianze, sono dati che possono confermare il cattivo stato di conservazione del prodotto.

Una decisione che arriva direttamente dalla Cassazione, con la sentenza 39037 del 28 agosto 2018 e che va a colpire coloro che mettono a repentaglio la salute dei consumatori, non mettendo in pratica tutti gli accorgimenti necessari con alimenti deteriorabili. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso di un commerciante che aveva lasciato delle bottiglie d’acqua esposte al sole e fuori dal negozio, prima di sistemarle nei scaffali all’interno.

La Cassazione ha ricordato che l’acqua, proprio come vino e olio, possono subire alterazioni all’esposizione del sole. Nel caso del commerciante che ha fatto ricorso, il reato c’è ed è stato confermato grazie ad alcune ispezioni che hanno provato che l’acqua, era stata esposta al sole in un periodo in cui in Sicilia – dove si è verificato il fatto –  le temperature sono alte tra il mese di giugno e quello di settembre.

Vendere acqua in bottiglie di plastica esposte al sole è reato