Vatileaks 2 e il ritorno dell’inquisizione

(Teleborsa) – Come noto, due giornalisti e tre funzionari del Vaticano stanno per andare sotto processo per aver cospirato contro gli interessi fondamentali della Santa Sede, tanto da essere additati come “la confraternita del crimine”.

I critici però non mancano e tutti propendono per il giudizio verso “un’accusa senza precedenti” verso i giornalisti italiani, che vengono adesso perseguiti in forza di una legislazioni punitiva introdotta frettolosamente nel 2013, dopo che un maggiordomo di Papa Benedetto XVI, fece trapelare informazioni che “affondarono” la Santa Sede e contribuirono a far dimettere Papa Ratzinger.

Il libro scritto da Gianluigi Nuzzi, uno dei due giornalisti sotto inchiesta, contiene una trascrizione delle registrazioni segrete di Papa Francesco, che si lamenta della cattiva gestione finanziaria del Vaticano. La Santa Sede a sua volta non nega né la veridicità, né l’autenticità di tali documenti, pur tuttavia ha messo sotto processo sia Nuzzi che Fittipaldi, per averli resi pubblici.

“Forse sono ingenuo, ma ho creduto che il Vaticano avrebbe indagato sui fatti e interrogato i responsabili del misfatto, piuttosto che incolpare chi rivela i nomi e circostanzia la notizia”, ha detto  Fittipaldi.

“Due persone sono state arrestate e incarcerate, come conseguenza di questa pubblicazione di documenti, e ora le autorità vaticane accusano due giornalisti che hanno semplicemente fatto il loro lavoro”, aggiunge Nuzzi.  

“Perciò io continuerò a informare i miei lettori, per diffondere il contenuto del mio libro e difenderò il mio lavoro da coloro che sperano di distogliere l’attenzione da una indagine senza precedenti, sulle malefatte di alcuni membri della Curia vaticana”.

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