Valute digitali, banche centrali restano caute per rischio speculazione e volatilità

(Teleborsa) – Volontà di essere protagoniste nello sviluppo di valute digitali, ma allo stesso tempo molto caute visti i rischi di speculazione e volatilità dei criptoasset. Questa posizione è comune a diverse banche centrali, secondo le parole dei loro governatori intervenuti oggi in un convegno sull’innovazione della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Alla Federal Reserve “abbiamo l’obbligo di essere all’avanguardia sui cambiamenti tecnologici” sui sistemi di pagamento e le possibili valute digitali – ha affermato il presidente della FED, Jerome Powell – “Stiamo sperimentando molto sulle tecnologie, ma non siamo sul punto di prendere decisioni: non dobbiamo affrettarci, un dollaro digitale avrebbe molte implicazioni e dobbiamo stare molto attenti”. “Non procederemmo senza il sostegno del Congresso, sotto forma di una legge di autorizzazione”, ha aggiunto.

Secondo Powell, “i cripto asset sono altamente volatili, come il Bitcoin, non risultano utili per mettere da parte valore” o per fare acquisti, “sono più che altro un asset speculativo, più simili all’oro che al dollaro”. Le stablecoin, invece “certamente sono un miglioramento” ma restano anche qui problemi, “potrebbero avere un ruolo ma non quello di fare da nuova base monetaria globale”, ha aggiunto.

Un punto chiave sul se procedere o meno verso un dollaro digitale, ha spiegato Powell, è rappresentato dal capire “se il pubblico abbia bisogno o voglia” di una valuta della banca centrale digitale rispetto a quello che già c’è: “non vogliamo destabilizzare il sistema, noi che siamo siamo garante della stabilità. E non vogliamo competere con le banche sul finanziamento all’economia”, ha detto.

Critico nei confronti delle criptovalute è stato anche il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Il problema chiave dei criptoasset “è che sui mezzi di pagamento la stabilità è una precondizione: non ci può essere un mezzo di pagamento o di immagazzinamento di valore con un sottostante che fluttua”, ha spiegato. “Per questo tutte queste discussioni in cui si dà per scontato il fatto che il Bitcoin venga comunemente usato per fare transazione si basano su un presupposto che non è vero. Se uno va a chiedere a chiunque quando sia stata ultima volta che ha usato Bitcoin per comprare un giornale si sente rispondere ‘mai'”, ha aggiunto.

“Oggi la moneta ‘fiat’ funziona perché ci sta dietro una istituzione forte, che assicura fiducia – ha affermato il general manager della Banca dei regolamenti internazionali, Augustin Carstens – Altri tipi di valute e di asset non di banche centrali ignorano molti aspetti fondamentali che la banca centrale apporta sui pagamenti. Le banche centrali devono mettere sul tavolo le valute digitali, ma questo non significa – ha detto Carstens – che non debba esserci una collaborazione con il settore privato”.

(Foto: © Wit Olszewski / 123RF)

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