Vaccino, Astrazeneca pronta a pubblicare contratto con Ue

(Teleborsa) – Dopo le polemiche che hanno fatto seguito all’annuncio di ritardi nelle consegne del vaccino negli Stati europei nel primo trimestre, AstraZeneca sarebbe pronta a pubblicare il contratto sottoscritto con l’Unione europea per la distribuzione dei vaccini. È quanto ha scritto il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. Secondo le “fonti europee” citate, il Ceo della casa farmaceutica, Pascal Soriot, lo avrebbe promesso nel corso di una videoconferenza con alcuni rappresentanti degli Stati membri. Il contratto in questione è al momento vincolato da una clausola di segretezza.

Non si fermano nel frattempo le azioni della Commissione europea dopo aver accusato AstraZeneca di “mancanza di chiarezza” nel giustificare l’annuncio di ritardi in Europa. Tra queste figura il meccanismo di trasparenza per l’export di vaccini. “Se vediamo che ci sono incongruenze, che le dosi di vaccino che dovrebbero restare in Ue vengono destinate all’export, ci sarà la possibilità di intervenire negando l’autorizzazione. E’ raro, ma potrebbe accadere”, hanno spiegato fonti europee ad Ansa.

“Dato che ci sono Paesi nel mondo, anche nel nostro vicinato, che attuano restrizioni all’export, anche con divieti su alcuni prodotti, credo che dobbiamo reagire. Non si tratta di fare divieti o di bloccare, ma di correggere deficit in caso vengano osservati, e di trasparenza, che dobbiamo non solo ai pazienti Covid, ma anche ai nostri contribuenti, perché abbiamo investito in modo pesante in questi accordi di pre-acquisto”, hanno aggiunto le stesse fonti.

Una misura molto simile a quella messa in campo lo scorso anno per le mascherine ed altro materiale protettivo Covid. Dovrebbe entrare in vigore già nei prossimi giorni e vi resterà per tutto il primo trimestre, con la possibilità di essere rinnovata. Saranno esentati i vaccini a scopo umanitario. Secondo quanto spiega Ansa, “in pratica l’azienda farmaceutica dovrà inviare una notifica di quante dosi di vaccino vuole esportare e dove, all’autorità nazionale delle dogane. Poi l’approccio, oltre agli Stati membri, dovrebbe coinvolgere anche la Commissione Ue, che avrà il potere di negare l’autorizzazione“.

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