Vaccini, UE: “Nuovi contratti e approvazione accelerata su varianti”

(Teleborsa) – Nuovi contratti per aumentare l’approvvigionamento di dosi e un’autorizzazione più rapida per approvare vaccini in grado di contrastare le varianti del Covid. Questi i pilastri della nuova strategia dell’Unione europea per affrontare la battaglia contro il coronavirus. Il piano è stato annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affiancata dalla commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, e dal capo della task force per la produzione dei vaccini, il commissario al Mercato interno, Thierry Breton.

“Mercoledì la Commissione europea presenterà una proposta per accelerare l’autorizzazione dei vaccini adattati alle nuove varianti – ha annunciato la portavoce della Commissione Ue, Vivian Loonela –. Non ci sarà bisogno di ricominciare il processo di autorizzazione da capo quando si tratterà di adattare il vaccino per le varianti, la procedura di autorizzazione sarà modificata con un nuovo sistema per accelerare l’approvazione mantenendo inalterati i livelli di sicurezza. Ci baseremo su quanto già succede anche con i vaccini per l’influenza. Ema sta già aggiornando i requisiti minimi per le modifiche, così velocizzeremo la procedura di autorizzazione.Invitiamo inoltre i produttori ad adattare al più presto i loro vaccini e a fornire a Ema le informazioni necessarie. Stiamo facendo il massimo insieme alle compagnie farmaceutiche per aumentare la produzione in Europa sui vaccini già approvati e poi stiamo rivolgendo la nostra attenzione alle varianti su cui la risposta deve essere adeguata in termini di velocità e di scala”. Il 10 febbraio scorso l’Agenzia europea del farmaco ha ai produttori di vaccini di presentare dati sulla protezione contro le nuove varianti. I dati, aveva chiarito l’Agenzia, servono a definire i requisiti per approvare gli adattamenti dei vaccini esistenti alle mutazioni del coronavirus.

“Dobbiamo cercare di fare in modo che i vaccini siano approvati nei tempi più brevi, attraverso procedure rapide che consentano, allo stesso tempo, che i cittadini si sentano sicuri e la società si fidi – ha spiegato Kyriakides –. Non si scende a compromessi sulla sicurezza”. Sulla stessa linea la presidente della Commissione Ue: “Dobbiamo accelerare le vaccinazioni, i casi di varianti Covid aumentano e ne emergono di nuove. I vaccini approvati in Ue sembrano efficaci contro le varianti ma le varianti sono più contagiose”.

Al momento Bruxelles sta rinegoziando i contratti già stipulati per inserire il vincolo dell’efficacia contro le mutazioni. Nell’ambito del nuovo piano anti-varianti Ue (Hera), la Commissione prevede nuovi contratti di pre-acquisto di vaccini con – come scrive la Commissione europea in una nota esplicativa del piano di azione contro le varianti del Covid presentato oggi – “un piano dettagliato e credibile che dimostri la capacità di produrre vaccini nell’Ue in tempi affidabili come prerequisito e prenderà in considerazione fonti di approvvigionamento esterne all’Ue, se necessario, a condizione che soddisfino i requisiti di sicurezza dell’Ue”.

Von der Leyen ha annunciato che la Commissione Ue acquisterà altri 150 milioni di dosi del vaccino di Moderna per quest’anno, e ne ha opzionati 150 milioni per il prossimo. Dosi che si aggiungono ai 160 milioni acquistati l’anno scorso. La presidente della Commissione Ue ha affermato che “è molto chiaro nei contratti che gli Stati membri non dovrebbero avere negoziati bilaterali” con le aziende farmaceutiche per l’acquisto di vaccini. “Se succede – ha sottolineato la presidente – devono notificare e non ho conoscenza di alcun contratto a margine. Ci stiamo muovendo nel quadro approvato degli acquisti a 27”.

Riguardo a Sputnik Von der Leyen ha affermato che non ha chiesto l’autorizzazione a Ema finora. “Se lo faranno, – ha precisato –devono presentare tutti i dati e sottoporsi allo scrutinio come gli altri. Inoltre, non producono in Ue, quindi certamente ci deve essere un’ispezione ai siti di produzione, perché dobbiamo avere standard di produzione stabili. Ma ancora – ha aggiunto la presidente Ue – ci chiediamo come mai la Russia offra milioni di dosi quando ancora non vaccina tutta la sua popolazione, questo dovrà trovare risposta”.

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