Vaccini, domani la stretta dell’Ue sulle esportazioni per chi ritarda le consegne

(Teleborsa) – La Commissione europea è pronta ad annunciare domani un rafforzamento delle regole sul blocco delle esportazioni dei vaccini anti Covid delle case farmaceutiche in ritardo con le consegne e quelle dirette in Gran Bretagna e in altri Paesi con una più alto tasso di vaccinazione. È quanto ha riportato Reuters citando un funzionario dell’Ue.

Il provvedimento riguarderà le aziende che hanno rivisto al ribasso le consegne di dosi e quindi, oltre ad AstraZeneca , potrebbe riguardare anche il vaccino monodose di Johnson&Johnson che nelle scorse settimane ha comunicato a Bruxelles le proprie difficoltà ad adempiere agli accordi sottoscritti per le forniture del secondo trimestre. Lo stesso funzionario ha però garantito che la misura verrà applicata a tutte le case farmaceutiche che non rispetteranno i tempi sottolineando che la volontà è quella di evitare situazioni simili a quelle già affrontate durante il primo trimestre dell’anno.

Il meccanismo per le esportazioni in vigore ad oggi può essere attivato solo nel momento in cui le aziende non raggiungono gli obiettivi di consegna trimestrali stabili. Con le modifiche che verranno adottate domani, invece, l’Unione europea potrà bloccare le esportazioni delle case farmaceutiche che rispettano i loro contratti trimestrali ma che rimandano le forniture di vaccino alla fine del periodo, ha spiegato il funzionario a Reuters. Per attivare il meccanismo sarà sempre necessaria la collaborazione degli Stati membri. Le nuove regole inoltre permetteranno di bloccare il viaggio delle dosi verso Paesi con un tasso di vaccinazione molto più alto rispetto all’Ue, confermando quanto annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen la scorsa settimana.

Nel frattempo a Londra il premier Boris Johnson nel corso di un briefing a Downing Street, sempre secondo quanto riportato da Reuters, avrebbe dichiarato: “In questo paese non crediamo nel blocco di alcun tipo di vaccino o materiale vaccinale, (non è) qualcosa in cui questo paese si sognerebbe di impegnarsi, e sono incoraggiato da alcune delle cose che ho sentito dal continente nello stesso senso”.

(Foto: Lukasz Kobus – © Unione Europea)

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