Utili in crescita per Mediobanca. Non escluso un aumento della cedola

(Teleborsa) – Il contributo al fondo di salvataggio delle banche non pesa più di tanto sulla profittabilità di Mediobanca.

L’Istituto tricolore ha chiuso il primo semestre fiscale con un utile netto di 321 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente grazie all’apporto degli utili da cessione che hanno assorbito l’impatto degli oneri riconducibili al contributo al fondo di risoluzione bancaria.

Il margine di interesse è salito del 10% a 604 milioni di euro, le commissioni hanno mostrato un deciso allungo (+37%) nell’ultimo trimestre.

In riduzione rettifiche su crediti (-25% a 224 milioni di euro) mentre le attività deteriorate nette flettono per il quarto trimestre consecutivo da 1,22 miliardi di dicembre 2014 a 1,075 miliardi a dicembre 2015).

A livello patrimoniale, il CET1 è al 12,4% phased-in, al 13,4% fully phased.

Nel briefing telefonico con le agenzie di stampa sui conti l’Amministratore Delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, ha dichiarato che “sul dividendo è presto per fare previsioni. Noi confermiamo la nostra politica di pay out del 40% ma se i numeri avessero la progressione che abbiamo visto finora e se anche i mercati ci aiutassero in maniera diversa da quanto è successo in realtà nelle prime settimane del 2016, credo ci sia lo spazio per migliorare il dividendo”.

Utili in crescita per Mediobanca. Non escluso un aumento della cedola
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